Rassegna storica del Risorgimento

MARINA AUSTRIACA
anno <1918>   pagina <401>
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L'Austria navale
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von Stemeck riorganizza l'iscrizione marittima, per sfrattarla nel miglior modo possibile sulle I. R. navi austro-ungariche.
L'iscrizione marittima di von Stemeck contava fra marinai sotto le armi e marinai in riserva, pronti ad essere richiamati in servizio, circa ventimila uomini. Questi ventimila uomini erano, secondo la nazionalità loro, ripartiti così:
Tedeschi. . . . 2,500 Italiani. . . . 6,500 Magiari .... 1,300 Dalmati . . . 8,500
Czechi e Moravi . 780
Polacchi.... 79
Ruteni .... 13
Sloveni .... 5
15,000
4,677
Oltre i tre quinti dell'iscrizione marittima erano costituiti da ele­menti di lingua veneta. Per quanto la statistica ufficiale, ora ripro­dotta, distingua gl'italiani propriamente detti dell'Istria e delle isole dai dalmati, meglio sarebbe stato per la verità storica e per la pre­cisione etnica chiamarli in blocco veneti. Checché si tenti a camuffare la genuina condizione delle cose, riguardanti l'iscrizione marittima austro-ungarica, nessuna marina è possibile in Adriatico senza che essa tragga la grandissima maggioranza dei suoi uomini dall'elemento italiano, dall'elemento ancora per poco irredento. Qualsiasi azione di governo usurpatore, qualsiasi violenza politica, che si svolga sui lidi adriatici, non potrà mai annullare le condizioni geografi co-storiche di quelle regioni, così permeate di profonda ed indelebile latinità.
Potrebbe mai alcuno pensare di violare le leggi fisiche che go­vernano il mondo, senza cadere in un'assurda e stupida presunzione ? No certo. Ed è per questa ferrea logica delle cose ohe von Sterneok fu costretto, per la costituzione degli I. R. equipaggi, a porvi in gran­dissima maggioranza l'elemento marinaro dalla dolce e musicale par-Lata veneta. Dimostrava in tal modo che la i. r. marina austro-ungarica' può sussistere solo perchè le popolazioni che le danno gli equipaggi parlano la lingua di San Marco.
Nel mentre cosi si attua il piano di riordinamento delle L R. forze navali, concordato a Pola nel 1891 dalla Commissione presieduta da von Stemeck, mentre negli anni successivi il medesimo von Stemeck ne cura l'esecuzione pratica, il 5 novembre 1897 egli muore a Vienna a 68 anni, trovandosi ancora in carica nella duplice qualità di capo della Sezione Marina e di comandante generale della flotta imperiale.
Sette giorni dopo la morte, il suo posto viene occupato precisa­mente da quel contrammiraglio von Spaun, che dopo le manovre