Rassegna storica del Risorgimento
GAVAZZI ALESSANDRO
anno
<
1956
>
pagina
<
435
>
Contributo alla biografia del padre Alessandro Gavazzi 435
guibile di pietà per il popolo e di libertà per gli spiriti; e se veramente è avvenuta la palingenesi tra le nude pareti della Chiesa primitiva.
Le sue prediche dall'eloquenza travolgente e tonante, dal pensiero elementare e perciò tanto più rieco di patos istintivo, dallo stile incontrollato e ingenuo, dimostrano che avrebbe potuto darci un'autobiografia d'inarrivabile bellezza. E invece redatta su appunti (la precisione delle date e dei fatti li suppone e rivela), e sottoposta ad un continuo controllo; ad esempio, non vi si parla mai di donne, salvo un cenno ad una bellissima che egli potè ammirare, novizio diciassettenne, da un corridoio del chiostro di Napoli: e non esita a dire che provava furioso lo stimolo (quinterno 3): e poi ?
L'abate Muret scompare in lui per sempre, dopo quel tocco di colore che piacque al suo innegabile senso di scrittore.
Invece egli ha cura, giovinetto devoto come doveva essere, di mettere subito in rilievo il suo anticlericalismo: e coma subito parole come queste: gesuitaia, bernabitaia, romanaia, paolotaia. Lo stile del Gavazzi e anche la sua lingua, meriterebbero un esame a parte, che qui non ci è consentito: se ne avrà, del resto, un saggio leggendo i documenti che pubblichiamo; più sinceri e spontanei delle Memorie e che lasciamo con tutti i loro errori o nella stampa da lui curata o nella riproduzione, non facile, da parte della polizia. Occorre diffondervi sopra il liquido bruciante dell'eloquenza (od immaginarlo, come tardi lettori) per apprezzarne l'autentica bellezza.
Si apre per la biografia del Gavazzi un interessante campo di indagini critiche che sfuggirono agli studiosi del passato: P. Ghiminelli, I. W. King (un contemporaneo, questo), Luigi Conti (idem), l'Enciclopédia britannica, l'Enciclopedia americana, VEnciclopedia italiana (tace l'Enciclopedia cattolica): sono da vedere pure la miscellanea dedicata al Gavazzi nella Biblioteca Nazionale Vittorio Emanuele II e gli Scrittori barnabiti di G. Bonito, Voi. II. Bicordo anche nella Rassegna storica del Risorgimento (a. XXII, 1935, p. 901.) Egilberto Martire, La predicazione patriottica dei barnabiti Bassi e Gavazzi, ecc.
La biografìa gavazziana è discretamente ampia, specie se si tien conto anche dei cenni biografici, sparsi qua e là, come quello in Ultalie rouge del D'ArBncourt, o quelli così ampi e ammirativi di Pompeo Moderni, I Romani del 1848-49 (Roma, Libreria Mantegazza, 1911): nell'Edizione nazionale degli scritti di Garibaldi, è citato una volta di passaggio.
Il Gavazzi, si può dire semplicemente e rapidamente, rompe la tradizione dei preti e monaci patrioti, Ugo Bassi, fra Pantaleo, don Giovanni Verità, i Martiri preti di Mantova o quelli sparsi a profusione nelle società segrete, che combatterono per l'indipendenza e il Risorgimento e restarono cattolici, concludendo in se stessi tua processo che durava da cinquecent'anni. Il Gavazzi fondò una Chiesa evangelica come un grande appello al processo storico conclusosi in prima istanza. Per questo non recherà meraviglia che l'Archivio più vaBto dell'opera del Nostro si trovi presso la Facoltà teologica della Chiesa valdese di Roma, presso la quale, m'informa cortesemente il preside dott. Valdo Vinay, il prof. Robert Silvani, sacerdote cattolico canadese, ha rilevato migliaia di microfilm da cui ha tratto una tesi di ben 600 pagine, in corso di stampa a cura della Sorbona.
In Italia si ha pure in corso di pubblicazione uno studio di Luigi Santini, che promette di dirci un'alta decisiva parola. In attesa di leggere e Santini e