Rassegna storica del Risorgimento

GAVAZZI ALESSANDRO
anno <1956>   pagina <439>
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Contributo dia biografia del padre Alessandro Gavazzi 439
iniquamente non si sarebbe rimasto dal venirvi a visitare i granai , ecc. Dun­que "amnistia avrebbe scongiurato una sommossa sociale ? È un nuovo e non solito punto di vista di considerarla.
Pio IX viene accusato per la carestia e i suoi nemici dicono: il grano sotto Gregorio non l'avreste pagato altrettanto! Popolo ingannatoI Vo­gliono che il popolo di Pio o si pieghi alla crudele loro usureria o manchi il suo affetto, il suo attaccamento al Pontefice. Non mai. Noi il popolo paziente banchetteremo onesta vivanda, l'amor della Patria.
La terza parte, non detta, è tutto un inno a Pio IX, all'affetto che merita, all'unità d'Italia, superando tutte le illusioni di repubbliche, di federa-menti, di regno unito . Gioberti, Mazzini, Carlo Alberto ? Il barnabita non lo dice. Parla con impeto mazziniano di unità e basta:un linguaggio, una mente, un peso, una misura, un'armata, un naviglio, un volere, tutto in breve la sua nazionalità e gloriosa. Pio EX avrebbe dovuto essere il ver ro restauratore dell'Italia.
Forse il barnabita pensava ad una specie Cromwell protettore ?
Comunque Alessandro Gavazzi non diceva cose del tutto nuove: nuove erano perchè dette nella sua veste, perchè dette nella pubblica chiesa, quasi ecclesia primitiva, dove la censura nota la polizia non poteva raggiun­gerlo. E dire al popolo è certo più meritorio o difficile che scrivere per il popolo.
Il panegirico Maria e Pio e anello a S. Francesco di Paola, nonché l'orazione funebre in morte del conte Monaldo Leopardi in Recanati (doc. 2), sono documenti fondamentali per rilevare il carattere e la mente del barna­bita. Contenuto a parte, chiara la tattica del consumato oratore. Egli loda da una parte per poter biasimare dall'altra. Esaltava Giacomo Leopardi così poco in odore di santità per poter demolire, presente cadavere, Monaldo e il suo mondo. Stupefacente ardimento, spregiudicatezza insolita, un pensare ad alta voce, lontano da ogni stile tradizionale e tanto più ecclesiastico. E la frase eccitamento all'anarchia ricorre allora facilmente fra i suoi giudici. Per fare della politica esalta Pio IX, ma per battere in breccia il pontificato di Gregorio XVI.
Aveva osato farlo in Senigallia, patria di Pio, accortamente, suscitando eclatanti dimostrazioni in chiesa, presente il vescovo.
Nel panegirico di S. Vincenzo, siamo in piena politica. Pio IX è in­nalzato segnacolo in vessillo della riscossa italiana ed emblema del patriot­tismo, più precisamente che nell'orazione romana. Delegati e polizia dove­vano più o meno consentire, ma mordevano il freno e ne scrivevano indi­gnati a Roma. È interessante, invece, notare l'atteggiamento di papa Ma-stai, che a Roma, di li a poco, ricevette con grande benevolenza il Gavazzi e lo ammoni con paterna e sorridente bontà come narra lo stesso frate nel suo Diario (fase. 18. Patria, 1, alleati 091273-091292).
Splendida, travolgente, la sua eloquenza.
Figuriamoci rivestita di voce tonante e accompagnata da gesti gran­diosi, -una frase come questa: Immagino di tracciare al secolo nostro, anzi agli anni che ci corrono, il loro taumaturgo. D'onde, dove, in chi lo vorrei ? Dall'Italia, invano disdetta la maestà d'ogni civil società, sola a poter per tre volte stenebrire il mondo d'ogni fatta barbarie; in Roma che è centro del progresso cristiano e legittimo impulso d'ogni moto nel meglio; nel Ponte-