Rassegna storica del Risorgimento

GAVAZZI ALESSANDRO
anno <1956>   pagina <441>
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Contributo alla biografia del padre Alessandro Gavazzi 441
vostro salario come cappellano militare dal pubblico erario; permettete a me, come governatore di questa provincia, di compiere il dovere di pagarvi parte di ciò che vi spetta.
Vi mando anche un passaporto per assicurarvi lo scampo. Partite subito, e Dio sia con Voi con le Bue benedizioni
Bologna, 12 Giugno 1848 Vostro sempre
Amat .
Risulta dal fase, personale del Gavazzi (sempre dall'archivio segreto citato) che per tutto l'anno 1848 il Gavazzi fu lungamente ricercato dalla polizia, nel timore che rientrasse nello Stato (Rapporto 12 luglio 1848). Fu interessato il Comitato centrale di pubblica sicurezza di Parma dal prole­gato di Bologna, Cesare Bianchetti, perchè le mosse del barnabita fossero sempre segnalate (Bologna 22 luglio 1848). H soggiorno a Parma gli era stato facilitato proprio dal Bianchetti, che, avendo saputo del suo rifugio in Ver* gato nella Porrettana, gli aveva fatto rilasciare il passaporto pel vicino du* cato, aiutandolo perfino di denaro: l'intermediario era stato il fratello Carlo Gavazzi. E questo conferma Patteggiamento del cardinale Amat.
fu il Bianchetti che, celatamente e un po' romanticamente, riusci a fargli passare il confine. Il Bianchetti conclude scrivendone candidamente al ministro di polizia in Roma: ritenendo che ciò possa bastare a di Lei quiete e governo (Bologna 12 luglio 1848).
Ed eccoci al 1849, alla grande prova della Repubblica. Gavazzi è in Roma e si comporta splendidamente. È il crociato del 1848, il combattente di Vicenza, il soldato di Cristo, l'organizzatore degli ospedali, il confortatore degli eroi morenti. E una figura splendida, degna del busto erettogli al Già-nicolo. Eppure Mazzini e Garibaldi passarono silenziosamente accanto a lui.
H suo premio sta nel figurare della Nota degli individui che in tempo della repressa rivoluzione furono li più accaniti contro la Leggittimità del Governo e dei pacifici e fedeli cittadini, commettendo chi in una specie chi in un'altra le più abbonite azioni: Tra i settanta massimi criminali: padre Gavazzi, religioso. (Direz. Gen. di Polizia, Arch. della la Sezione, archivio segreto, 1850, Ba 314).
D Gavazzi andò in esilio e assunse nel mondo anglosassone la mentalità protestante. Ma quando, nel 1860, tornò a fianco di Garibaldi, vi ricomparve con lo stesso linguaggio, lo stesso atteggiamento tribunizio del 1845-1849.
Nella Raccolta miscellanea di memorie e notizie storiche, anno 1860, n. 4794, si conserva, stampata in folio, la predica da lui tenuta il 13 settem­bre 1860 in piazza S. Francesco di Paola, a Napoli.
Con arte finissima egli si rivolge al popolo minuto e gli dimostra la dif ferenza tra il regime borbonico e Garibaldi: tra tirannide e libertà. L'inno alla libertà è vibrante, appassionato, e senza un filo di retorica. Chiari gli esempi, qnasi da parabola. La gente si lagnava che Garibaldi non avesse fatto ancora nulla (socialmente)? Ma il perchè era semplice. L'orologio dei Borboni non andava? Ebbene era arrivato l'orologiaio e aveva smontato tutti i pezzi: ma da questa confusione sarebbe risorto un orologio preciso.
Questo era Gavazzi.