Rassegna storica del Risorgimento

GAVAZZI ALESSANDRO
anno <1956>   pagina <442>
immagine non disponibile

442 Armando Lodolini
Per notizia aggiungerò che FA.S.R, conserva del Gavazzi tuia ultima traccia, neU*Archivio della Luogotenenza del 1870, busta 48, fase. 26.
Ma già nel 1860 stava uscendo dalla regola ecclesiastica: la reazione borbonica eccitata dai monaci e dal clero proclama: e pazienza per gli attacchi ai gesuiti.
Pensiero politico ? Elementare: il buon re Vittorio Emanuele al centro delle aspirazioni di un'Italia unita e grande.
H meglio di Alessandro Gavazzi finisce in queste intime comunioni col popolo italiano che egli sognò libero, socialmente progredito e non indegno dell'antica grandezza.
ARMANDO LODOETNI
DOCUMENTI
I,
Archivio Segreto della Direzione generale di polizia, Anno 1847, P. Ales­sandro Gavazzi. B. 266.
Parole del padre Alessandro Gavazzi, barnabita bolognese, proposte a conclusione di un panegirico a San Francesco di Paola nel 1847.
... Oh! sorga di queste consunte tue ossa, o Francesco, sorga nel secolo no­stra chi le rivendichi in gloria, sorga di queste sacre tue ceneri chi in tenerezza, chi in carità ti ragguagli; tutto il tuo rogo non ti avrà consumato se di esso sorga al mondo politico il Campione dei prodiga che si emuli teco a meravigliarlo. Sorga: a te il vanto, a noi profittarne. Ho formato un voto, or fingo un'ipotesi? nuova, ma non inutile guisa di terminare il panegirico.
Immagino dunque di tracciare al secolo nostro, anzi gli anni che ci corrono il loro Taumaturgo. D'onde, dove, in chi lo vorrei? Dall'Italia, invano disdetta la maestra d'ogni civil società, sola apoter per tre volte stenebrire il mondo d'ogni fatta barbarie in Roma, che è centro del progresso cristiano, e leggilimo impulso d'ogni moto nel meglio; nel Pontefice, che essenzialmente rappresenta l'idea italiana scevra d'ogni servitù e vilezza, ed insieme il Capo di tutti i popoli cat­tolici che a Lui come al più grande e possente dei Principi riveriscono. Questo il concetto, stabiliamolo ora in concreto. Il Papa che io figuro deve realizzare il primato morale degli Italiani richiamandoli con voce e forza di prodigio alle antiche virtù dei loro padri, principio e fondamento d'ogni civile primato. Il miracolo però cominci appalesarsi nella elezione dell'ideato Pontefice: non sia no­vellata, proposta, attesa quasi del sicuro, onde non si sospetti di umano intrigo, ma sia unanime nei Padri elettori, onde la si conosca dal Cielo : non i mesi, non le settimane, non i giorni molti vi si spendano dietro, perchè neppur l'atomo del broglio o del diparere la inombri, ma sia di poche ore soltanto perchè si ap­prezzi quale spirata dal Divino Parodilo, e solo: non venga da mascherate gioie, da compri rumori, da baccanti speranze festeggiata, sorrisa, onde non appaia forzata del volere del popolo ed impegnata al bene dalla dolce violenza dei plausi, ma al tutto rispettisi come donata dall'atto, e inchinevole al benefizio di sua stessa natura. Quando il Cielo siasi così manifestato nel nuovo Eletto, dia egli opra al prodigH se vuole appellazion taumaturgica.