Rassegna storica del Risorgimento
GAVAZZI ALESSANDRO
anno
<
1956
>
pagina
<
443
>
Contributo alla biografia del padre Alessandro Gavazzi 443
Trovi quindi il suo secolo oltre ogni credere esigente, trovi il suo Stato fuori d'ogni estimazione in trambusto, torbido d'animi, bollir di passioni, ire indeposte, odii irreconciliati, aspettative deluse, cresciuti lamenti, comando e regno in blasfemia, trono edificato sopra le ceneri di un tremendo vulcano, e sotto quelle ceneri ascoso, attendente, sprazzo di saette, e procella di fuoco. Su, su dunque ai miracoli. Miracolo se d'una parola egli rasciugherà a più che cento mila le lacrime, frangerà ceppi, spezzerà sbarre, aprirà carceri, cesserà esigli e sospiri, e lutti e disperamenti senza fine, consolando ad un tratto presso a tre milioni di sudditi: miracolo se rinunziando alla ragione della forza brutale che comprime a stento i popoli senza poterli migliorare col sorriso di Dio quando creava gli Angeli ammalierà i cuori delle sue genti, ne spegnerà ogni disonesto livore, ne toglierà ogni antica rancura, e colla prepotenza indomita dell'amore legherà in una sola famiglia tante cittadinanze varie di clima, di lingua, di costume,potendosene a buon diritto chiamare esso il Padre: miracolo se colla sola gagliardezza del suo magnanimo petto, e colla inarrivata altezza della sua chiarissima mente saprà trionfare tutte sorta oscure e sinistre reazioni opposte a rincontro delle sue savie riforme; saprà ridere insieme e deludere le insi-die scaltrite intorno al suo trono, ai suoi sudditi, perchè creda Vun mal sicuro, gli altri infedeli; saprà trovare nel fondo inesauribile di sua grand'amina la coscienza, il coraggio, la costanza del ben fare, ad onta di tutte le paure, di tutte le minacce, di tutti gli ostacoli, di tutti i contrasti, di tutti i nemici che l'un dopo l'altro, e tutti insieme si proveranno di rimuoverlo dal nuovo, ma unico sentiero per cui si è messo, e che ha per certissima meta la felicità e la gloria della sua Nazione.
Ma io voglio nel Taumaturgo novello altri miracoli. Suoi intemerati costumi, suo amoroso zelo, sua vangelica parola, sua apostolica liberalità, sua purissima misericordia vergognino in uno e riducano a miglior senno quelli oVogni casta anche le più privilegiate che ne volessero ciarlare, mordere, screditare i salutiferi intraprendimenti miracolo di santità immaculata! Sua dot-trina non apparata a finzione, a menzogna, a superbia, mediti i miglioramenti giudiziarii ed economici del suo popolo; ed intendendo a consentire codici, cornerà; viadotti non indegni di una italiana generosa popolazione, meriti il nome, anzi, da solo meriti il nome di Grande miracolo di sapienza perfetta ! L'inalterata serenità del suo volto, la non vincibile bontà del suo cuore assecurino le genti sue che in Lui è innata virtù la clemenza; e la clemenza seco assisa in trono ad una, a due, a cento, a mille, a tutte riprove non ismentendosi mai, rialzi nei già divisi e sfiduciati suoi figli il sentimento sacrosanto della legittima nazionalità, senza del quale non vi sono che schiavi, che bruti, che sassi, e circondandoli di clemenza, e riscaldandoli di clemenza, e governandoli di clemenza, mostri all'Europa attonita, al mondo intero plaudente quanto sia facile alla demenza vincere al cuore gli Italiani, e provi alle baionette e ai cannoni della politica trepidante che quegli in soglio è il più sicuro monarca die è il più clemente miracolo d'italiana unità!
Ma sono anche pochi questi miracoli per chi oggi si voglia onorare nel nome di Taumaturgo. Sene trovino pertanto de' più filantropia, siccome i meglio addotti a questo secolo meritamente laudato di umanità. Se il figurato Pontefice consentirà ai luridi e abbandonati garzonetti la benefica e dttadina provvidenza degli asili; se domanderà i modi di smorbare le vie e le campagne degli oziosi e dei dissoluti per rigenerarli a società; se inculcherà le guise onde cessare dalla