Rassegna storica del Risorgimento

CAVOUR, CAMILLO BENSO DI ; GIANSENISMO ; GIURISDIZIONALISMO
anno <1956>   pagina <449>
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LE FORMULE GIANSENISTICHE E LA FORMULA CAVOURIANA SUI RAPPORTI TRA STATO E CHIESA
Intendiamo riprendere la discussione sull'origine della celebre formula cavouriana, sebbene la si possa considerare ormai chiusa da tempo, coi sa­gaci studi di Francesco Ruffini,1) e di altri, dai quali è stato dimostrato che essa venne in Italia da Ginevra. Non ci sembra proprio il caso di nem­meno riassumere tali studi, tanto sono noti. À noi basta richiamarne le conclusioni, ed osservare ohe il Ruffiui ha battuto anche un'altra strada, diversa da quella di Ginevra, per spiegare come quella formula giungesse al Cavour: la strada del giansenismo, con risultati peraltro negativi.2) Ognuno sa che i giansenisti, sia pure per recezione dai gallicani, espressero e diffu­sero in Europa durante il sec. XVIII l'idea della separazione del potere temporale dal potere spirituale. È fatto, altrettanto noto che la madre del Cavour, calvinista ginevrina, fu convertita al cattolicesimo dal giansenista Tardi, secondo le regole d'un altro celebre giansenista, il Dcgola. Ce n'era abbastanza per eccitare un sottile indagatore quale il Ruffini sulle tracce di un apporto giansenistico al Cavour, tramite il Tardi, della nota formula.3) Senonchè il metodo del Ruffini, che il Codignola qualifica di sociologico e noi diremmo piuttosto istruttorio, falli questa volta la meta, poiché non è stato finora possibile rintracciare alcuna prova scritta, alcun indizio che il Tardi, o il marchese Michele, si occupassero della formula in discussione e la trasmettessero al giovane Camillo.
Eppure risulta in modo indubbio che quella formula pervenne al Ca­vour 4) anche per la via del giansenismo, e riteniamo di poterlo dimostrare con le parole stesse del conte. Non vogliamo attribuire troppa importanza al fatto che egli citò una volta al Senato subalpino il Pascal,5) perchè sa­rebbe certo poco concludente; vogliamo piuttosto sottoporre all'attenzione degli studiosi le seguenti parole, da lui rivolte il 17 febbraio 1855 ai depu­tati: Se voi teneste dietro alle discussioni dei giornali cattolici francesi, avrete [sic] veduto che esso [partito ultracattolico] non si restrinse a com­battere i filosofi del secolo XVIII (che in ciò ha fino a un certo punto ra­gione), ma portò le sue ostilità fin contro i luminari della Chiesa gallicana del secolo XVII. Voi vedreste, cosa straordinaria, certi scrittori ultra-cat­tolici combattere del pari Voltaire e Bossuet, condannare allo stesso modo VEnciclopedia e le Quattro Proposizioni della Chiesa gallicana. Ciò prova quale sia Io spirito funesto che anima la parte più attiva, la più ardente del partito ultra-cattolico. 6)
i) Ultimi studi sul Conte Cavour, Bori, 1936.
2) I giansenisti piemontesi e la conversione della madre di Cavour, Firenze, 1942
3) F. RUFFINI, / giansenisti piemontesi, ecc., cit,
4) Non possiamo dare, qui, la bibliografia sol Cavour, per motivi che facilmente si intui­scono. Rinviamo, por la formula, al conno bibliografico dato da PAOLA M ARCASI, Il pensiero politico di Cavour, Milano* 1944, pp. 369-370.
5) Discorsi parlamentari, voi. VI, p. 366, discorso sulla riforma dot matrimonio civile, 16 dicembre 1852, ediz. di Firenze, 1932.
6) Discorsi parlamentari, cit., voi* IX, p. 152.