Rassegna storica del Risorgimento

CAVOUR, CAMILLO BENSO DI ; GIANSENISMO ; GIURISDIZIONALISMO
anno <1956>   pagina <450>
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Umberto Marcelli
Se ci dovessimo limitare a queste parole por dare un giudizio sul Cavour, dovremmo, procedendo con la cautela che le sottili e rigorose indagini di Ernesto Codignola suggeriscono, dichiararne la simpatia per il giansenismo* Ha lasciamo da parte quest'affrettata conclusione e limitiamoci ad insistere che, dunque, il Cavour ebbe la sua formula dalle stesse fonti da cui la ebbero i giansenisti, il che è diverso dal proclamarlo giansenista. Del resto crediamo di poter produrre un'altra prova di quanto abbiamo or ora affermato, una prova d'ordine strettamente filologico. La celebrità del motto Libera Chiesa in libero Stato è dovuta senz'alani dubbio alla felicità della sua formula­zione, atta a divenire popolare, non all'originalità del concetto che esprime, ormai diffuso da numerosi pubblicisti, e da tempo, presso ogni strato sociale.
Noi diremmo, oggi, che si trattò di un vero e proprio slogan, che con­densò allora quanto era nella coscienza di molti, in un grido di fede. Pro­prio questa formulazione trova la sua matrice uel giansenismo. Già il Rodo-Uco *> mise in rilievo certe espressioni degli apologeti e padri della Chiesa (S. Cipriano, S. Giovanni Crisostomo, Sant'Ambrogio) usate dai giansenisti toscani per determinare i rapporti tra Stato e Chiesa: Non... Res publica est in Ecclesia, sed Ecclesia in Republica est. Scorrendo la Raccolta di opu­scoli interessanti la religione pubblicata a Pistoia2) per cura del vescovo Scipione de' Ricci, abbiamo incontrato quest'altra formula di Ottato Mile-vitano: Ecclesia in imperio. Traduce e commenta il de la Borde, che la riporta: ... la chiesa è nell'Impero... Notisi, che non la dice dell'impero, né dipendente dall'impero ma semplicemente ch'è nell'impero; ed ella infatti vi è straniera, né gli domanda altro favore che la libertà del passaggio... .3) Scipione de' Ricci si esprimeva a sua volta così: La Chiesa è nata nella repubblica, e non ha voluto il suo fondatore turbare in alcuna maniera i diritti della società e del principato perchè dati ugualmente da Dio.4' E finalmente lo stesso vescovo in un altro scritto diceva: ... i Ministri sono stabiliti per governare la Chiesa, come Chiesa, che è nello Stato, e la loro potestà egualmente, che quella degli Apostoli può estendersi soltanto sulle cose puramente spirituali... . 5)
Ognuno vede che la formula cavouriana ci si presenta quale revivi­scenza nei termini del secolo XIX delle antiche formule dei padri della Chiesa, risuscitate dai giansenisti:... Ecclesia in Republica est,Ecclesia in imperio, La Chiesa è... nella repubblica..., ... la Chiesa è nell'Im­pero, ... Chiesa, che è nello Stato e finalmente il grido del secolo XIX: Libera Chiesa in Ubero Stato.
A turbare il nostro ragionamento, sopravviene a questo punto un dato di fatto incontrovertibile: questa formula, intesa come slogan, non appar­tiene al Cavour, sibbene a Diomede Pantaleoni, che appunto la escogitò sullo scorcio del 1860 in un documento assai noto, dal quale il Cavour la
*) Gli amici e i tempi di Scipione dei Ricci. Saggio sul giansenismo italiano, Firenze, 1920, p. 35.
*) 1784, tomi XVIL
3) Raccolta ecc., cit., p. 3, opuscolo II Principi sulV essenza, mila distimiono e sui limiti delle due potestà spirituale e temporale, pp. 118-119. Iu nota si avverto òhe è stato scritto dal De la Borde nel 1731.
*) Cit. dal ROUOMCO, La vita e i tempi ecc., p. 147.
s) Raccolta di opuscoli ecc.,p. 6, opuscolo III: Dell'autorità spirituale della Chiesa, p. 149.