Rassegna storica del Risorgimento
CAVOUR, CAMILLO BENSO DI ; GIANSENISMO ; GIURISDIZIONALISMO
anno
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1956
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pagina
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451
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Le formule giansenìstiche e la formula cavouriana 451
ricavò per proclamarla alla Camera il 27 marzo 1861, dopo di clic divenne celebre.J)
Resta confermato che alla formazione culturale del Cavour contribuì anche l'elemento giansenistico, ma potrebbe cadere la derivazione filologica da noi prospettata della sua formula. Si rende perciò necessario un rapido esame della personalità e del pensiero di Diomede Pantaleòni, allo scopo di stabilire da dove questi ritraesse la formula in discussione. Lo dobbiamo definire un cattolico liberale, in pieno accordo con la scarsa storiografia su di lui.2) I suoi rapporti personali e di partito coi moderati di tutta Italia, e specialmente di Toscana e Piemonte, inducono senza incertezze a tale collocazione.s) Ma detto questo non è ancora detto nulla, anzi, significa porre il problema che è al fondo di ogni indagine sul cattolicesimo liberale italiano e sui suoi massimi esponenti del secolo XIX. Cavour, Lambruschini, Capponi e tanti altri che vollero risolvere la questione religiosa in termini di libertà, fino a che punto restarono cattolici volendo essere liberali ? E se pencolarono verso un'eresia, qual'è questa eresia ? Non potrebbe essere l'eresia giansenistica, così che la grande lotta tra cattolici liberali e correnti gesuitiche, tanto aspra in Italia, costituisca storicamente la ripresa, nell'assai mutato clima del secolo XIX, della grande controversia del secolo XVIII ?
Già il Mazzini osservò: E prodigio, come nessuno osi raccogliere l'eredità del Sinodo pistoiese e restituire agli uomini di Dio i diritti d'esame e di suffragio che facevano della Chiesa degli apostoli e dei primi successori, repubblica.4) La storiografia moderna 5) ha ripreso l'esame di questo problema, ed ha tentato di intravedere nella politica dei cattolici liberali l'eredità giansenistica, sebbene da essi non sia stata mai apertamente confessata. Le parole del Cavour da noi riportate costituiscono una rarità, fra i voluminosi scritti del tempo. E noto che esiste una polemica in proposito tra gli studiosi; noi qui non possiamo richiamarla, ma crediamo di poter affrontare il problema nel limitato settore che abbiamo fatto nostro. Osserviamo che se le analogie tra il programma giansenistico e il programma cattolicoliberale esistono senza alcun dubbio, tanto da dare origine tra gli studiosi alle aspre polemiche che tutti conoscono, è anche vero che è necessario andare cauti, e distinguere, per esempio, cattolici liberali da cattolici liberali. Il Gambaro ) ha creduto di dover affrontare la questione del preteso giansenismo del Lambruschini, e l'ha deciso in senso negativo al lume di considerazioni, delle quali alcune se vàlide, porterebbero a conclusioni
1) E. PASSERE* Ancora sulla formula cavouriana Libera china in libero Stato, estr. da Quaderni di cultura e storia sociale, a. II, n. 8-9, agosto-settembre 1953, p. 6.
2) A. MALATESTA, Ministri Deputati Senatori dal 1848 al 1922, Roma, 1946, voi. IT, p. 280; D. e G. SPADONI, Uomini e fatti delle Marche nel Risorgimento italiano (con saggio bio-biografico). Macerata. 1927, pp. 121-124.
?) Per la sua qualificazione come cattolico liberale si veda: Massimo D'Aseglio e Diomede Pantaleòni Carteggio inedito con prefez. di G. FALDEMA, Torino, 1888, e specialmente la lettera a p. 416.
4) Scritti editi ed inediti, voi. Ili, pp. 127-158: Ai preti della mia patria*
5) Rimandiamo alla rassegna: // giansenismo nella storiografia italiana di ERNESTO CO-BJGÌVOLA, nel voi. Illuministi, giansenisti, e giacobini nell'Italia del settecento, Firenze, 1947, p. 287 sgg. t '
6) A- GAMBARO, Riforma religiosa nel carteggiai nedito di Raffaello Lambruschini, Torma, 1924, voi. I e IL Si veda il voi. I, p. cxxxi Bgg.