Rassegna storica del Risorgimento
CAVOUR, CAMILLO BENSO DI ; GIANSENISMO ; GIURISDIZIONALISMO
anno
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1956
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pagina
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455
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Le formule giansenistiche e la formula cavouriana 455
Messianesinio e idea del progresso si uniscono e fermentano in questi ambienti, in una temperie che è senza dubbio romantica A chi fosse scettico sulla partecipazione spirituale del Cavour ad una tale temperie, noi ricorderemo la testimonianza di Isacco Artom, importantissima e con caratteri di assoluta obiettività, per la persona da cui ci proviene: Non è indarno che l'Italia indugiò tanto a ricuperare l'indipendenza e l'unità. La ricostruzione della nostra nazionalità non dev'essere sterile pel resto del mondo. A noi spetta di porre fine alla grande battaglia fra la civiltà e la Chiesa, fra la libertà e l'autorità. Checche voi diciate, io nutro la speranza di indurre a poco a poco i preti più colti, i cattolici sinceri a concordare meco. E chi sa ch'io non possa dall'alto del Campidoglio firmare una nuova pace di religione, un trattato che recherà alle sorti avvenire dell'umana società effetti ben più grandi che non ebbe la pace di Vestfalia. l)
Questa stessa idea si trova ripetuta a sazietà dal Pantaleoni in tutti i suoi scritti, e distesa in forma dottrinaria. Fa perno tutta sul concetto ehe il papa non possa fare a meno, dato il progresso storico, di rinunziare al potere temporale, conseguendo in cambio la piena libertà per sé e la Chiesa. Il sentimento religioso sarebbe rinato nella curia romana, la dotiti* natio si sarebbe convertita nella ministratio: allora l'orbe cattolico si sarebbe tutto risentito di questo risveglio del suo centro, e i popoli cattolici, e le razze latine in particolare, si sarebbero anche civilmente rigenerate. Trascorrendo più con la fantasia che col pensiero, alle ultime conseguenze, il Pantaleoni intrawedeva addirittura la conciliazione del papato liberale con le fedi protestantiche, e il sospirato ritorno ad nn sol pastore e ad iin solo ovile. 2)
I documenti stanno a provare che il Cavour, sia pure sfrondando molto di questo poetico sogno, e non escludendo altre assai meno mistiche soluzioni della questione romana, vibrò anch'egli per questo ideale, e tentò di attuarlo, presentando al papa quella formula, che tante e così diverse correnti cristiane avevano elaborato.
UMBERTO SIASGELLI
1) i,r ABTOM e A. BiiANC, JI Conte di Cavour in Parlamento. Alla testimonianza dclTArtom si rifece U Pantaleoni stesso in Videa- italiana netta soppressane del potere temporale dei Papi Torino, 1884, p. 56. Il Cavour aveva detto: La questione di Roma non è soltanto di vitale importanza per l'Italia, ma è una questione la cui influenza deve estendersi a 200 milioni di cattolici sparsi su tutta la superficie del globo, è una questione la cui soluzione non deve solo avere un'influenza politica, ma deve esercitarne altresì una immensa sul mondo raornlo e religioso** discorso 25 marzo 1861, in Discorsi parlamentari del Conte di Cavour raccolti e pubblicati-per ardine detta Camera dei Deputati, voi. XI, p. 315.
2) D. PANTALEO*, -Éel presente e dell'avvenire., cu-., p. 664. Afferma che il giorno in cui scompariranno i due barocebi ultimi avanzi del medio evo, il poter temporale del Papa ed il banco di vescovi albi camera de* Lorda d'Inghilterra sarà prossima la riunione di molte chiese cristiane in una sola, e specialmente fra i popoli liberi.