Rassegna storica del Risorgimento

RELIGIONE ; STATI UNITI D'AMERICA
anno <1956>   pagina <463>
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IL PROBLEMA RELIGIOSO DEL RISORGI­MENTO ITALIANO VISTO DAGLI AMERICANI
E difficile comprendere e valutare l'atteggiamento degli Americani verso il problema religioso del Risorgimento italiano, se si prescinde dalla consi­derazione che avevano della Chiesa cattolica e del papato come istituzione spirituale e temporale. Non bisogna dimenticare che durante tutto il Sei­cento e il Settecento e per molti decenni dopo aver ottenuto l'indipendenza dalla Gran Bretagna, gli Americani si attenevano ancora a molte credenze religiose dei loro antenati protestanti. Continuarono ad imporre la supremazia anglicana, vietando l'esercizio pubblico del culto cattolico. I primi missionari della Chiesa cattolica nell'America del Nord incontrarono ostacoli insormon­tabili nei loro tentativi di convertire uomini incolti e selvaggi, di far accet­tare il sacrificio della Messa, e amministrare i sacramenti agli indigeni. La storia di questi sforzi è stata scritta da John Gilmary Shea nel suo dotto studio History of the Catholic Church in the United States. *) Nelle loro mis­sioni, questi sacerdoti e i loro fedeli ebbero a soffrire, secondo Shea il cieco fanatismo dei membri di altre religioni, e furono vittime di leggi penali che quasi soppressero l'infelice cattolico. È ben noto che l'ostilità verso i cattolici fu incoraggiata per motivi politici, e formò un vincolo tra i puri­tani del New England e gli episcopali del Maryland e della Virginia. I legi­slatori della Virginia, South Carolina, e di altri Stati del paese fecero tutto il possibile per ostacolare l'opera dei sacerdoti cattolici.
I giornali e le riviste che in quell'epoca non erano altro che un riflesso della stampa inglese mantenevano le opinioni anti-cattoliche in uno stato di continua agitazione. Non solo si pubblicavano quasi esclusivamente notizie contro la Chiesa, ma vi fu un tentativo di screditare la forza spirituale del cattolicesimo. Si riteneva, fra l'altro, che la religione cattolica fosse incom­patibile con un governo democratico. Per gli Americani era difficile scindere il cattolicesimo dalla corruzione del papato e dalle pessime condizioni in cui si trovavano alcuni paesi cattolici. Spesso in questi articoli si ricorreva al ridicolo ed al sarcasmo. Durante e dopo la rivoluzione americana questi sentimenti anti-cattolici si moderarono alquanto. Ma i giornali e le riviste, con poche eccezioni, continuarono i loro tentativi non solo per intensificare ma anche per diffondere l'opposizione al cattolicesimo come forza temporale e spiri­tuale. Le solite obbiezioni dei protestanti contro gl'insegnamenti della Chiesa cattolica furono ripetute a sazietà per molti anni dopo la rivoluzione.
Questo è l'ambiente che bisogna comprendere per valutare l'opinione americana sul problema religioso del Risorgimento italiano. Prima della
i) JOHN GBMAXY SHEA, The Catholic Cliurch in colonia! day;, 1521-1763, New York, 1886. L 638-640. Suor Mary Angustino Ray nel sito American opinion of Roman Catholicism in the eighteenth centitry dùcute il problema delJ'unti-cottoUcoBimo nella letteratura americana nel cannolo (pp. 165-211) The tradilion in colonia! literature.
2) HOWAHD R. MARRABO, Rame and the Catholic Church in Eighteenth Century American Magaxines, in The Catholic Eistorical Ratino, 1946, XXXII, 157-189.