Rassegna storica del Risorgimento

RELIGIONE ; STATI UNITI D'AMERICA
anno <1956>   pagina <464>
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464- Howard R, Marraro
elezione di Pio IX al papato in America si parlo molto dei vari despoti italiani creati dal Congresso di Vienna. Libri di viaggi, memorie, biogra­fie, articoli di giornalisti americani in varie città della penisola, racconti di viaggiatori ed esuli italiani in America avevano dipinto le triste condi­zioni dei liberali italiani che soffrivano nelle prigioni dei tiranni che erano stati restaurati al potere dopo la caduta di Napoleone. Si credeva che le peggiori condizioni esistessero nel regno delle Due Sicilie e nello Stato della Chiesa.
Nel suo libro Rome: as seen by a New Yorker in 1843-44,x) l'ingegnere William Mitchell Gillcspie illustrò accuratamente le condizioni negli Stati papali poco prima dell'elezione di Pio DL Molti viaggiatori avevano diffuso in America l'opinione che gli Italiani, specialmente a Roma, fossero super­stiziosi, ignoranti e crudeli. H Gillespie cerca di sfatare questo erroneo giu­dizio sugl'Italiani. Anzi insiste che gli Italiani del suo tempo erano degni dei loro antenati e mette in rilievo le frequenti, sebbene vane, lotte del popolo per la libertà e conclude che le virtù dei Romani erano dovute a loro stessi, mentre gli errori potevano attribuirsi al governo. A Roma il Gillespie ebbe l'impressione che il governo papale non fosse altro che una grande società per la propagazione della fede in tutto il mondo. Il benessere del popolo veniva subordinato a questo scopo fondamentale.
Comunque, quasi senza eccezione, gli Americani residenti a Roma inneg­giarono al miglioramento delle condizioni politiche e sociali che seguì l'ele­zione di Pio IX. Salutarono in lui il capo che cercava sinceramente di mi­gliorare le condizioni politiche ed economiche del suo popolo.2) La quasi unanime opinione degli Americani residenti a Roma fu espressa dal poeta, critico e pittore Christopher Pearse Cranch, e dallo scrittore e oratore George Wliam Curtis, i quali vi giunsero verso la fine d'ottobre del 1846. Cranch. loda Pio IX, il quale, egli dice, era amato molto... perchè aveva liberato-tutti i prigionieri politici, ed aveva iniziato il suo regno con benevolenza e giustizia .3) L'opinione del Cranch fu corroborata dal Curtis. 4) Henry T. Tuckerman, sincero amico dell'Italia e di molti esuli italiani, esprime gli stessi sentimenti, elogiando il Papa per aver dato l'esempio agli altri. regnanti della penisola e conclude che un futuro migliore si avvicinava per quel bello ma infelice paese .5) Anche alcuni ben noti liberali americani lodarono Pio IX. Fra questi Margaret Fuller, la quale, in due lettere a Ralph Waldo Emerson, una datata da Roma, maggio 1847, e l'altra del
li) New York, 1845. Gillespie visitò Ruma di nuovo nel 1848, lasciando quella città per Napoli il 3 marzo 1848. Vedasi HOWARD R. MAHRARO, American travoUers in Rome, 1M8-18S0, in The CaUwlù llistorical Review, 1944, XXIX, 470-509.
2) HOWARD B. MAHHABO, American opinion on the unijìcation of Itafy 1346-1861, New York, Columbia University Press, 1932, 345 pp.
3) LEONORA CRANCH SCOTT, Tlte Life and Lettera of Christopher Pearse Cranch (di sua
figlia), Boston, 1917.
4) GEORGE WILUAM CURTIS, From an easy diair, New York, 1892-1894, 3 volumi. Vedasi anche, EDWARD CARV, George William Curtis, Boston and New York, 1894; GEORGE WILLIS COOK-B, Ed., Early Lettera of George William Curtis Ut John S. Dirìgiti Jìrooh Farm and Concord, New York, 1898. Il Curtis ritornò di nuovo a Roma da Torino*! 17 ottobre 1849, e partì, per Napoli il 14 novembre 1849.
s) H, T. TOCREIIMAN, Halian sketch hook, New York, 1848, 424 pp.