Rassegna storica del Risorgimento

MARINA AUSTRIACA
anno <1918>   pagina <405>
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L'Austria uamì 405
Nel 1790 un Massimiliano Moateeuccali, nonno di Rodolfo, spo­sando la marchesa Amedea Malaspina, ultima discendente dei feu­datari di Licciana, quivi si stabiliva e vi rimaneva a lungo fino a quando gli avvenimenti politici napoleonici non lo indussero a re­carsi in Austria. Non si mosse però subito il marchese Luigi Mon-tecuccoli - figlio primogenito del Massimiliano emigrato in Austria -padre a Rodolfo, ai futuro 1. R. ammiraglio austro-ungarico.
La famiglia perciò di questo Luigi Montecuccoli, composta dalla moglie baronessa di Pathon e dai figli Massimiliano, Carlo, Rodolfo, Alfonso, Maria Annunziata, crebbe nell'avita casa dei Malaspina.
Venuto a morire nel '52 Luigi Montecuccoli, i suoi figli, sebbene vivente la loro madre, sentirono la volontà d'uno zio materno, ba­rone Francesco di Pathon, prima ancora che questi divenisse loro tutore, allorché a sua volta la sorella, qualche anno più lardi della scomparsa dei marito veniva anch'essa a morire.
Questo barone di Pathon, austriaco della più bell'acqua, inco­minciò a premere sull'animo dei nipoti per convertirli alle sue ve­dute politiche. Dei quattro fratelli, Massimiliano fece entrare nel-1*1. R. Fanteria di marina, Carlo in un reggimento di linea, Rodolfo nell'I. R. Accademia di Marina; Alfonso, unica eccezione, fu man­dato a Vienna a studiare giurisprudenza, mentre la sorella Maria Annunziata fu posin educazione in un convento.
Ecco in tniaT mo;dQ. troviamo Rodolfo Montecuccoli in quell'I. R. Accademia di Marina da dove, dopo gli avvenimenti del 1848-49, volevasi esclusivamente usoissero ufficiali dinastici - all'imperatore feudalmente fedeli - ufficiali nell'animo dei quali fòsse stata pre­ventivamente distrutta ogni reminiscenza sentimentale, attinente alle patrie da cui provenivano.
E che di questa reminiscenza sentimentale della patiiu Rodolfo non fosse ancor privo, malgrado cadetto nell'I. R. Marina, se ne ha una prova scorrendo le lettere che egli medesimo, nonché i suoi fra­telli, scrivevano a Licciana al signor Luigi Montali, amministratore dei loro beni famigliari. Auzi, da qiuestè lettere dei giovani Monte­cuccoli traspare sovente un rimpianto nostalgico per la loro patria, che ci riempie l'anima di pensosa tristezza. Proprio così: le forze incoercibili della psicologia latina in quei giovani lottavano ancora istintivamente contro quelle della psicologia austriaca, ammorbante l'ambiente in cui erano-costretti a vivere! Ma il barone di Pathon invigilava; egli soleva che i nipoti divenissero dei perfetti ausaci; Ì>e* meglio ira .ciò riuscire, consigliava loro a vendere i beni posse­duti a Lkrpinna, Bptìzwitì i vincoli materiali con quella terra luni-gianese ove crebbero fanciulli, pensatolo zio barone, tanto più" facile