Rassegna storica del Risorgimento
RELIGIONE ; STATI UNITI D'AMERICA
anno
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1956
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pagina
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469
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Il problema religioso del Risorgimento italiano, 469
censurato in un comizio a F ladelfia. Queste proteste suscitarono anche molte discussioni su quale fosse la politica del papa e dei teologhi sul problema del potere temporale della Chiesa. L'on. Joseph R. Chaudler, deputato al Congresso degli Stati Uniti, in un discorso pronunziato l'I 1 gennaio 1855, disse che il potere d'inframmettersi negli affari politici di altri paesi, e anche di detronizzare i monarchi, non era, e non era mai stato, inerente alla missione spirituale dei vescovi di Roma, ma derivava da patti con i regnanti cristiani dell'epoca, e per conseguenza poteva essere denunciato o rigettato da quei principi a loro piacimento. Il discorso del Chandler provocò un dibattito su ogni fase della questione sul diritto del papa d'intromettersi negli affari civili e politici degli altri paesi ed esentare i sudditi dall'obbedienza dovuta ai rispettivi governi. Il tema fu discusso anche fuori delle aule del Congresso, la maggioranza sostenendo che la tesi del Chandler era erronea e che se Pio XX non era intervenuto negli affari degli altri paesi, eie si doveva alle difficoltà in cui egli si trovava in quegli anni.1 )
Nel frattempo la stampa americana seguiva con vivo interesse le difficoltà tra Chiesa e Stato in Italia. Nella primavera del 1854, il Rattazzi, allora ministro di grazia e giustizia, propose una legge per sciogliere tutte le comunità religiose eccetto quelle dedicate all'educazione e alla cura degli infermi. Il Daily Times (New York, 16 maggio 1855) osservò che questa proposta di legge, se approvata, era il primo gran passo verso una più completa riforma, e che avrebbe distrutto il potere di Roma anche negli istituti religiosi del Piemonte. Una simile opinione fu espressa da Guglielmo Gajani esule italiano a New York, in una lettera del 17 novembre 1855 al colonnello Ugo Forbes, segretario della Society of Universal Democratic Republi-canism . 2)
Nel 1860, quando il popolo della Romagna e dei ducati votò a favore dell'annessione al governo di Vittorio Emanuele, i cattolici americani difesero con fervore la causa del papa. I sacerdoti di tutta la nazione accusarono Napoleone IH e Vittorio Emanuele, e i cattolici di St. Louis, Cincinnati, e New Orleans si riunirono in comizi per esprimere la loro simpatia e attaccamento a Pio IX e alla continuazione del suo potere temporale. Nonostante le proteste dei cattolici, in America vi fu un sentimento di gioia per il progresso che l'Italia aveva fatto verso l'indipendenza. In molte città vi furono numerosi comizi per esprimere la simpatia del popolo americano per l'unità italiana.3)
Nell'enciclica Quanta cura, dcll'8 dicembre 1864, il papa condannava di nuovo i molti errori già tante volte condannati in pubblici concistori, e ve ne aggiungeva altri come il panteismo, naturalismo, razionalismo, socialismo, comunismo, ecc. Occupandosi di questa enciclica L''Herald di New York 4) predisse che il potere temporale del papa sarebbe scomparso a poco a poco, ma che il potere spirituale splenderebbe più brillantemente. In un'altra allocuzione scritta in occasione della canonizzazione di Paul de la Croix, il papa
ty National Era, Wouhington, 15, 22 marzo, 1855; Timu, New York, 19 gennaio 1855; 16 febbraio 1855.
2) Evening Post, New York 23, novembre 1855.
3) Italioti Indepandence: addreaaes, ecc. at the City Asscmbly Rooms, New York, 17 febbraio, 1860, New York, 1860. Polpit Rostrom, sor. no* 113.
*) 14 gennaio 1865.