Rassegna storica del Risorgimento

"ARMONIA"; GIORNALISMO
anno <1956>   pagina <475>
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LINEAMENTI GENERALI PER LA STORIA DELL'ARMONIA DAL 1848 AL 1857
Un'indagine accurata e completa sul giornalismo cattolico nel Risor­gimento, che valga a porre in rilievo attraverso l'analisi della pubblicistica dell'epoca il punto di vista dell'estrema destra clericale sui problemi di un periodo particolarmente intenso e complesso, non risulta sino ad oggi com­piuta. Oggetto di studio e di ricerche sono stati in genere i fogli che hanno direttamente contribuito con la loro battaglia alla soluzione del problema nazionale. Ed è stato sino ad oggi generalmente trascurato un settore di importanza considerevole, indispensabile per la completezza del quadro delle vicende risorgimentali: quello della stampa cattolicoreazionaria, che ha avuto anch'essa importanza e diffusione tutt'altro che trascurabile, deter­minando spesso situazioni la cui portata non deve essere sottovalutata.
I vincoli alla libertà di stampa, nel periodo anteriore al *48, non per­mettono una libera manifestazione di idee, e pertanto la pubblicistica catto­lica, ampiamente autorizzata e protetta, può condurre un'esistenza tranquilla e proficua, priva di gravi preoccupazioni. La situazione muta radicalmente durante il biennio rivoluzionario: anche quei cattolici che in un primo tempo avevano accettato con favore le riforme e l'ordinamento costituzionale, ed avevano approvato entusiasticamente l'idea del Primato giobertiano, col­piti dal precipitare degli eventi e dagli eccessi della rivoluzione tentano di opporre un valido argine al dilagare della propaganda delle forze avverse. Sorgono così giornali cattolici che assumono ben presto una posizione di rigida conservazione non solo perchè fondati sui principi tradizionali del reazionarismo cattolico di De Maistre, ma anche perchè portati ad una pole­mica particolarmente violenta dalla gravità della situazione.
Tn Piemonte il solo stato in cui permane dopo la restaurazione del 1849 la libertà di stampa i motivi di attrito fra il conservatorismo cat­tolico e tutte le altre correnti, nessuna esclusa, si rivelano sempre più gravi e frequenti. Si inasprisce la lotta, in talune circostanze drammatica, fra l'autorità statale e quella ecclesiastica nel periodo che si inizia con le leggi SiccardL
U'Armonia di Torino è il foglio di maggiore rilievo che accanto al Cattolico di Genova sostiene con un vigore ed una decisione che non viene meno tra insuccessi ed ostacoli, la durissima lotta del partito catto­lico intransigente. Con altro giornal non mai concorde la marchesa aposto­lica Armonia la definisce un giornale satirico, H Taglia-code, in una rassegna poetica della stampa piemontese il 22 febbraio 1851.
Generalmente si identifica l'Armonia con la singolare figura di polemista di don Giacomo Margotti, esponente di primo piano della corrente catto­lico-reazionaria, noto non solo per la sua redazione ed ispirazione del foglio torinese, ma anche per aver lanciato per primo la formula, divenuta poi famosa, né elettori né eletti, e per aver fondato e diretto, dal 1863 al 1887, L'Unità Cattolica di Torino.