Rassegna storica del Risorgimento

"ARMONIA"; GIORNALISMO
anno <1956>   pagina <476>
immagine non disponibile

476 Bianca Montale
la realtà il giornale torinese presenta, nella sua non Breve esistenza, due fasi ben distinte. In un primo tempo dal 1848 al 1851 l'Armonia, quantunque si basi su principi essenzialmente conservatori, ai potrebbe defi­nire molto cautamente un giornale cattolicomoderato, anche se questa sfumatura di moderazione avvertita in taluni articoli è poi ampiamente compensata dalla rigorosa intransigenza e dall'aggressività di altri. Questo atteggiamento si spiega con. la quasi completa assenza, nei primi anni, di don Margotti dalla redazione del giornale. H Margotti stesso nelle proprie note autobiografiche 1) afferma di aver scritto in tutto il '48 Bull'rmoma due soli articoli di scarso rilievo (11 e 13 dicembre), e di avere offerto una più attiva collaborazione allo Smascheratore. Un altro suo articolo appare nel 1849 (18 settembre); da allora egli incomincia a redigere il panorama politico, cioè la rassegna degli avvenimenti di maggiore importanza. Nel 1850 intensifica la propria collaborazione, senza avere ancora tuttavia nella redazione dell'armonia quel sopravvento che gli possa permettere muta­menti sostanziali nell'indirizzo del giornale. I suoi appunti accennano, a quell'epoca, ad un invito a cena da parte di Camillo Cavour: segno evidente che le relazioni fra i due non dovevano essere ancora inasprite come nell'anno successivo.
"L'Armonia inizia le pubblicazioni il 4 luglio 1848, derivando il proprio nome da un foglio di analoga ispirazione ideato a Genova dall'aw. Sulis.
Essa si propone di dimostrare come chiarisce nel sottotitolo che religione e civiltà sono elementi indissolubili: si pone l'impegno preciso della difesa della Chiesa e dal papa attraverso un'energica battaglia contro gli avversari politici di ogni colore. La libertà di stampa è un'arma peri­colosa di cui liberali, democratici e mazziniani si servono per diffondere le loro funeste dottrine. È una libertà che, come le altre, l'Armonia preferi­rebbe limitata o concessa soltanto a se stessa: è l'antico concetto di libertà inteso in senso cattolico, come facoltà di fare il bene. Troppo grave sa­rebbe il pericolo che il giornalismo divenisse campo esclusivo di coloro che divulgano principi errati: non possiamo lasciare il giornalismo nelle mani dei nostri avversari, afferma il giornale.
L'Armonia inizia le pubblicazioni per iniziativa di mons. Luigi Moreno, vescovo di Ivrea, di mons. Guglielmo Audisio, accademico di Superga, del marchese Carlo Emanuele Birago di Vische, del marchese di Cavour, del-l'aw. Giuseppe Cerotti. Collaborano ad esso, nella prima fase già accennata, l'illustre filosofo roveretano abate Rosmini, il marchese Fabio Invrea, autore di corrispondenze da Genova, il canonico Gaetano Alimonda, futuro fonda­tore del Cattolico e poi arcivescovo di Torino, ed altre figure di minore rilievo, come i sacerdoti Medicina e Musso.
Mons. Guglielmo Audisio, il primo direttore del giornale, viene comu­nemente considerato, insieme a Gustavo di Cavour, come uno dei mag­giori esponenti della corrente cattolico-moderata. I suoi scritti, in genere non molto frequenti, denotano un'impronta di equilibrio ed un tentativo di conciliazione tra le opposte tesi che non viene meno anche nelle questioni più spinose.
1) Torino, Artigianelli, 1906.