Rassegna storica del Risorgimento
"ARMONIA"; GIORNALISMO
anno
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1956
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pagina
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479
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Lineamenti generali per la storia deW Armonia 479
Dal 1851, col definitivo abbandono deWArmonia da parte del Cavour, don Margotti diviene di fatto, se non di nome, il direttore del giornale, che in breve rivela una radicale trasformazione, dovuta, oltre che all'energia del nuovo redattore, alle circostanze particolarmente gravi. Dopo le leggi Siccardi i rapporti tra Stato e Chiesa si inaspriscono sempre più; si dibatte con accanimento la questione del matrimonio civile, che raggiunge fasi drammatiche; molti ordini religiosi vengono soppressi. Don Margotti combatte la sua battaglia con decisione ed aggressività, senza esclusione di colpi, e non manca di suscitare vivissime reazioni e consensi in vasti settori della opinione pubblica. La riprova del singolare valore giornalistico del teologo è data dal fatto che V'Armonia accresce sensibilmente di anno in anno la propria importanza e la propria diffusione. Il giornale, nel '48 bisettimanale e poi trisettimanale, pubblica dal '52 al '55 quattro numeri la settimana e diviene infine nel 1856 quotidiano, apportando miglioramenti notevoli agli articoli e alle corrispondenze. H maggior vigore polemico e la cronaca più vivace ed interessante sono dovuti alla penna di don Margotti, considerato anche dagli avversari uno dei maggiori pubblicisti dell'epoca. Gli arenivi di polizia di Torino riportano una statistica dei giornali torinesi spediti nel mese di ottobre del 1855, e VArmonia risulta in testa alla graduatoria con 1784 copie, seguita dalla Gazzetta Piemontese con 1727, la Gazzetta del Popolo con 1586, e successivamente da Campanone, Imparziale, Fischietto, Opinione e Ragione nell'ordine. Anche se occorre tenere presente che gli associati dell'armonia sono più numerosi nelle campagne, nelle località periferiche e tra il clero, la statistica è particolarmente significativa. L'anno seguente la redazione dichiara di avere raggiunto la tiratura di 3000 copie e di superare del doppio per numero di lettori tutti gli altri giornali torinesi.
In questo periodo notevole è l'entità e l'attività del partito clericale, che attraverso le plebiscitarie sottoscrizioni per mons. Fransoni esule dimostra la propria consistenza e la propria efficienza.
Tuttavia il giornale non ba vita facile per i continui sequestri e processi, seguiti per lo più da severe condanne. Negli archivi di polizia troviamo spesso non lievi imputazioni a carico del foglio cattolico: disprezzo delle leggi, voto per la distruzione dello Statuto, ingiuria alla persona del defunto re Carlo Alberto . *' I gerenti responsabili si succedono e mutano con una certa frequenza, perchè condannati dal fisco a lunghi periodi di reclusione: all'aw. Cerutti succede Tommaso Caglieris, a sua volta sostituito da Giambattista e poi da Nicolao Clara.
Dopo il 1851 V'Armonia per la sua linea di condotta non si differenzia più in alcun modo dalla Civiltà Cattolica. La battaglia dei due giornali è comune, e si possono rilevare frequenti reciproci elogi. Essere tacciati di gesuitismo affermerà VArmonia nel '58 è per noi il migliore encomio .2) Il foglio torinese, che vive con ansia ed apprensione il burrascoso periodo delle leggi Siccardi e Rattazzi e vede colpito e menomato il clero nei propri diritti, si esprime con aggressività e violenza di termini fino a questo momento insolita. I motivi di critica e di opposizione sono gravi ed
1) Torino, Archivio di Polizia, 17 [1ZJ, 27 novembre 18SS.
2) 1858, n. 219.