Rassegna storica del Risorgimento
"ARMONIA"; GIORNALISMO
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1956
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Bianca Montale
provvedimenti governativi sono abilmente sfruttati per rendere impopolare razione governativa: il progetto di trasferimento del porto militare di Genova a La Spezia, che suscita vive reazioni in molti ambienti genovesi, e soprattutto la protezione accordata agli esuli politici che accorrono in Piemonte da ogni parte d'Italia. Con accentuato spirito municipalista VArmonia li definisce nuovi barbari ed afferma decisamente che gli esuli vanno messi in galera .
In prossimità delle elezioni il giornale cattolico cerca di impaurire l'elettorato di tendenze moderate accentuando, in numerosi articoli polemici, la gravità dell'impresa di Pisaeane e dei moti di Genova, di cui accusa apertamente Battazzi come responsabile e connivente. L1'Armonia afferma che il pericolo della propaganda e dell'azione è più che mai vivo e preoccupante, ed ha nei riguardi di Mazzini parole preoccupate che suonano, su di un giornale reazionario, come elogio all'agitatore genovese: Egli non ha esattori, né soldati, né carceri, e senza siffatti mezzi riscuote assoluta obbedienza. Violò le leggi penali di tutti i paesi, assalì tutte le nazioni... La sua vita non è che una lunga cospirazione contro tutti gli ordini sociali esistenti, e ad onta di tutto questo va a fronte levata dappertutto .l)
U governo, anziché porre un argine all'azione rivoluzionaria, appoggia palesemente tale azione ed è favorevole ad un allargamento a sinistra.
L''Armonia pubblica poi il testamento politico di Pisaeane, che esprime teorie chiaramente comunistiche, commentandolo ampiamente ed esortando tutti coloro a cui sia a cuore il principio di proprietà a trarne un ammaestramento per le prossime elezioni. Negli ultimi giorni gli appèlli all'elettorato divengono drammatici: viene pubblicata una lettera di mons. Fran-soni all'Armonia, in cui si afferma l'obbligo per i cattolici di votare, e di votare bene, ossia per candidati di sicuri principi cattolici e quindi antigovernativi. Si parla già, in anticipo, di brogli ed irregolarità da parte di candidati ministeriali, che occorre sventare con vigile attenzione.
H 15 novembre 1857 oltre 60 conservatori, tra cui Solaro della Margarita, Della Torre, Beauregard vengono eletti; 45 deputati ministeriali tra cui Buffa, Boggio e Peyron non sono riconfermati nel mandato parlamentare. IL responso delle urne farà affermare a Battazzi: Non sono gli elettori, ma i parroci che fanno le elezioni. 2) Risultano eletti, con maggioranza schiacciante nei rispettivi collegi, don Margotti (ad Orestano), Birago di Vische (Strambino), e Camburzano, altro attivo collaboratore dell'r-monia: tutti gli esponenti di maggiore rilievo del reazionarismo cattolico. U Armonia interpreta il responso delle urne come una palese riprovazione alla politica fin qui seguita dal governo: il partito clericale è ormai una compatta falange di peso non trascurabile nella vita politica del paese. L1'Armonia griderà, nel 1858; Y Armonia è nel paese, e il paese con V Armonia s) afferma il foglio cattolico, fino a quel momento tanto cauto e riservato nelle espressioni ottimistiche e nelle immediate previsioni.
1) 1857, a. 170.
2) Armonia, 1857. 273*
3) 1857, n. 297.