Rassegna storica del Risorgimento

"ARMONIA"; GIORNALISMO
anno <1956>   pagina <482>
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Bianca Montale
provvedimenti governativi sono abilmente sfruttati per rendere impopolare razione governativa: il progetto di trasferimento del porto militare di Ge­nova a La Spezia, che suscita vive reazioni in molti ambienti genovesi, e soprattutto la protezione accordata agli esuli politici che accorrono in Pie­monte da ogni parte d'Italia. Con accentuato spirito municipalista VArmonia li definisce nuovi barbari ed afferma decisamente che gli esuli vanno messi in galera .
In prossimità delle elezioni il giornale cattolico cerca di impaurire l'elet­torato di tendenze moderate accentuando, in numerosi articoli polemici, la gravità dell'impresa di Pisaeane e dei moti di Genova, di cui accusa apertamente Battazzi come responsabile e connivente. L1'Armonia afferma che il pericolo della propaganda e dell'azione è più che mai vivo e preoccu­pante, ed ha nei riguardi di Mazzini parole preoccupate che suonano, su di un giornale reazionario, come elogio all'agitatore genovese: Egli non ha esattori, né soldati, né carceri, e senza siffatti mezzi riscuote asso­luta obbedienza. Violò le leggi penali di tutti i paesi, assalì tutte le nazioni... La sua vita non è che una lunga cospirazione contro tutti gli ordini sociali esistenti, e ad onta di tutto questo va a fronte levata dappertutto .l)
U governo, anziché porre un argine all'azione rivoluzionaria, appoggia palesemente tale azione ed è favorevole ad un allargamento a sinistra.
L''Armonia pubblica poi il testamento politico di Pisaeane, che esprime teorie chiaramente comunistiche, commentandolo ampiamente ed esortando tutti coloro a cui sia a cuore il principio di proprietà a trarne un ammae­stramento per le prossime elezioni. Negli ultimi giorni gli appèlli all'eletto­rato divengono drammatici: viene pubblicata una lettera di mons. Fran-soni all'Armonia, in cui si afferma l'obbligo per i cattolici di votare, e di votare bene, ossia per candidati di sicuri principi cattolici e quindi anti­governativi. Si parla già, in anticipo, di brogli ed irregolarità da parte di candidati ministeriali, che occorre sventare con vigile attenzione.
H 15 novembre 1857 oltre 60 conservatori, tra cui Solaro della Marga­rita, Della Torre, Beauregard vengono eletti; 45 deputati ministeriali tra cui Buffa, Boggio e Peyron non sono riconfermati nel mandato parlamen­tare. IL responso delle urne farà affermare a Battazzi: Non sono gli elet­tori, ma i parroci che fanno le elezioni. 2) Risultano eletti, con maggio­ranza schiacciante nei rispettivi collegi, don Margotti (ad Orestano), Birago di Vische (Strambino), e Camburzano, altro attivo collaboratore dell'r-monia: tutti gli esponenti di maggiore rilievo del reazionarismo cattolico. U Armonia interpreta il responso delle urne come una palese riprovazione alla politica fin qui seguita dal governo: il partito clericale è ormai una compatta falange di peso non trascurabile nella vita politica del paese. L1'Armonia griderà, nel 1858; Y Armonia è nel paese, e il paese con V Ar­monia s) afferma il foglio cattolico, fino a quel momento tanto cauto e riservato nelle espressioni ottimistiche e nelle immediate previsioni.
1) 1857, a. 170.
2) Armonia, 1857. 273*
3) 1857, n. 297.