Rassegna storica del Risorgimento
SPIELBERG
anno
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1956
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pagina
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487
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1 confessori dello Spielberg 487
gionicri Solerà, Fortini, Maroncelli e Pellico di poter fare la santa Confessione e Comunione, i nominati prigionieri si sono confessati dal p. Battista Vorthey alle 6 del mattino.
Egli appare a Silvio come s'è detto un angiolo di carità: e tutto il capitolo LXXVHt delle Prigioni è un inno alla dolcezza, alla sapienza, al tatto, alla discrezione del degno agostiniano, il quale visitava i prigionieri almeno una volta al mese, ne ascoltava la confessione, si fermava con essi lungamente a conversare e forniva loro libri tratti dalla doviziosa biblioteca del suo convento. Tutte lodi, sulle quali entusiasticamente conviene anche il Maroncelli: e che non vengono certo infirmate dalla dispettosa dichiarazione del Foresti, il quale nei suoi sciagurati Bicordi, chiama tutti i confessori inquisitorie spie e, confondendo il Vorthey con il Wrba, dice asciutto che il padre Wurba agostiniano venne in principio poco tempo.
H padre Vorthey era nato a Bruna il 10 agosto 1794; entrato nell'ordine agostiniano l'8 dicembre 1811, aveva pronunziato i voti solenni il 17 dicembre 1815. Sacerdote di profonda pietà e di vasta dottrina, ricoperse successivamente, nell'ordine e nella diocesi brunense, numerosi e delicati incarichi: fu egli infatti amministratore della parrocchia che gli Agostiniani officiavano in Bruna, consigliere episcopale, professore e commissario vescovile per l'istruzione religiosa nelle scuole della città e finalmente priore del suo ordine. Membro della locale società di storia patria e insignito della croce d'oro austriaca con corona, mori il 15 maggio 1876, dopo ottant'anni di vita e sessantuno di religione.1)
Morì e son parole della citata nota dello Spellanzon <c dopo una lunga vita tutta spesa in opere di pietà, fra le quali a noi particolarmente interessa quella di avere di proposito studiato l'italiano per essere in grado di conversare con i prigionieri dello Spielberg e di aver consolato quei sepolti vivi con sublime spirito cristiano.
Peccato che troppo breve sia stata la sua permanenza allo Spielberg e che, a sostituirlo, la bieca diffidenza di Francesco I destinasse proprio la trista figura del Paulowich-Lucich.
II 30 novembre 1832, inviando a Piero Maroncelli una copia delle Mie Prigioni di recente pubblicate, Silvio Pellico così gli scriveva: Non avendo modo di dare a Domingo ciò che si meritava per la sua viltà e stoltezza, ho notato che i sacerdoti ottimi furono quelli tedeschi, 2) Egli si riferiva al capo nonagesimo dei suo libro, dove è infatti detto e il corsivo è del Pellico, così nella lettera al Maroncelli come nelle Prigioni : Di que' parecchi sacerdoti tedeschi che ci furono destinati, non capitarne uno cattivo ! non uno che scoprissimo volersi fare strumento della politica (e questo è sì facile a scoprirsi !), non imo, anzi, che non avesse riunito meriti di molta
D Per queste notizie, cfr. Direetorium aàmodum reverenti, oc verter. Conventu ordinis S, P. Auguatini eremìtarum Velerobrunae existontium prò anno MD CCCLXX, Bruirne, Breza, Wràikcr Soc; JANETSCIIEK C, Necrologia pairum et fruir uni Ordini Eremìtarum calceat. S. Auguatini in Vicariotu Moraviae ab anno 1363-1888 de/unctorum, Bruirne, 1894, Tip. Benedici. BfljharadenfliuBi.
2) PEDRACUO C. L., SÙvIo Pellico, Como, Omarini, 1904, p. 202.