Rassegna storica del Risorgimento

SPIELBERG
anno <1956>   pagina <491>
immagine non disponibile

/ confessori dello Spielberg 491
legge di Dio, rispose D. Stefano. Vero è, egli soggiunse,. cne il principe, in questo caso, dovrebbe render conto a Dio del suo operato; ma il suddito, obbedendo, avrebbe fatto il suo dovere .
Vano, interessato, ambiziosissimo conchiude il Pallavicino D, Ste­fano Paulowich era uno zelante servitore di Sua Maestà. Dovea quindi rice­vere il guiderdone de' suoi servigi. Dopo due anni fu nominato cappellano aulico; dopo quattro, vescovo di Cattaro.
Le notizie biografiche su don Stefano fornite dal marchese crediamo opportuno integrare con quelle che ne dà il Gonfalonieri, salvo a correg­gere quindi le nne e le altre sulla base della verità storica.
Scrive dunque Federico: Era il Paulowich un chierico dalmata, di quelli che sotto l'italico Regno, a civilizzazione di quella provincia erano stati am­messi ad istruzione gratuita nel seminario di Padova. Compitone il corso ed ordinato prete, professando il sacerdozio in Spalato, ebbe occasione dalle ricevute confessioni di alcuni Carbonari di mettersi in corrispondenza col Governo di Vienna. Premio della sua condotta in questo affare, che ritengo sarà stato da lui disimpegnato con zelo pel suo Governo non iscompagnato da quello pe* suoi sacerdotali doveri fu la sua ammissione fra gli alunni del Sublime Istituto di Vienna, destinato a dare l'ultima mano all'istruzione ed alle massime direttive del clero, che vuoisi destinare agli impieghi eccle­siasticop olitici. Egli avea in questo istituto compiuti tre anni, quando sulla domanda del Sovrano, d'un sacerdote da mandarsi a noi, e sulla proposta dell'in allora parroco di corte, consigliere Frint, venne egli trascelto.
Don Stefano Paulowich, a detta del suo biografo Brunelli, nacque a Macarsca presso Spalato il 7 agosto 1790 di famiglia comitale, e dopo di avere iniziato i suoi studi in patria, nel gennaio del 1802 ebbe un posto gra­tuito nel seminario di Padova, per benefìcio non già del regno italico allora non peranco costituito ma di Francesco II, sotto il cui impero si tro­vavano in quell'anno così Spalato come Padova. 2) E a Padova fu ordinato prete nel 1814, per fare ritorno in Dalmazia nel marzo dell'anno successivo. Insegnò nel seminario di Spalato, tenne predicazioni a Spalato e a Cat­taro: onde, s'egli non fu uomo coltissimo, non fu certamente nemmeno quel­l'oc ignorantone che apparve al Foresti. Il che diciamo non certo per farci apologeti del Paulowich, quale il Brunelli: che anzi, se egli fu uomo intel­ligente e dotto, ciò aggrava le responsabilità della sua condotta.
Egli era dunque a Spalato sul finire del 1822, allorché fece domanda di essere ammesso nell'istituto di sublime educazione ecclesiastica in Vienna, fondato dal boemo Giacomo Frint, parroco di corte, per conseguire gli scopi che il Pellico, meglio assai del Pallavicino e del Confalonieri, ci espone nel capo XC delle Prigioni: Quest'istituto è una congregazione fondata dal cele­bre Frint, allora parroco di corte. I membri di tal congregazione sono tutti sacerdoti, i quali, già laureati in teologia, proseguono ivi sotto severa disci­plina i loro studi, per giungere al possesso del massimo sapere conseguibile.
J) GONFÀXONIEBI, Op. cit., I, 192.
?) Padova fu annessa al regno italico solo con Ju pare di Presburgo del 26 dicembre 1805. Con Io stesso trattato vennero costituite le Provincie illiriche, posto anch'esse sotto la sovra­nità del regno d'Italia. Fu allora che Francesco II, imperatore romano, assunse la quali­fica di Francesco I, imperatore d'Austria.