Rassegna storica del Risorgimento

SPIELBERG
anno <1956>   pagina <492>
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Renzo V. Montini
Gli fu risposto che egli aveva già superato di otto mesi l'età massima stabilita per i candidati, ma che avrebbe nondimeno potuto esservi accolto se, per essere raccomandato a Sua Maestà, concorressero delle affatto spe­ciali ragioni. Il Paulowich rinnovò l'istanza e, poiché non dovè mancare il concorso delle richieste specialissime ragioni, fu ammesso all'istituto nel maggio del 1823.
Quali meriti valsero a don Stefano l'accoglimento della sua domanda? Questione dibattutissima. Il BruneHi ritiene che ciò avvenisse per<c far vedere da parte del Governo che il nuovo istituto era aperto anche ai preti della Dalmazia, l'ultima Tuie delle provincie austriache, e contesta a rin­forzare il suo asserto di fronte all'accusa precisa del Gonfalonieri l'esi­stenza in Dalmazia tra il '21 e il '22 di carbonari che il Paulowich avesse potuto denunziare.
Il che il Chiattone nega vittoriosamente, documentando che la Carbo­neria era largamente diffusa in quel tempo nelle provincie illiriche; sì che l'affermazione del Confalonieri può essere accolta senza eccessiva difficoltà. Né vale l'obbiezione del Brunella che mai don Stefano avrebbe confidato ai prigionieri dello Spielberg tali suoi precedenti:2) a parte la maggiore o minore opportunità di simili rivelazioni tutt'altro, evidentemente, che propizie al confessore per cattivarsi la fiducia dei suoi penitenti sussiste comunque il fatto incontrovertibile che se anche avesse fatto ai prigionieri confidenze del genere, il Paulowich non avrebbe pensato di svelare con questo alcuna sua colpa, perchè alla denuncia dei reati politici appresi in confessione egli era tenuto come il BruneHi stesso riconosce, senza avve­dersi di cadere in contraddizione con sé medesimo a norma della ricor­data bolla Ecclesiam di papa Pio VII. Obbligo fatto ai confessori di rivelare le notizie politiche, solo tacendo il nome del penitente, che venne sospeso per la durata di un anno a partire dalla promulgazione della bolla Quo gra-viora di Leone XII del marzo 1825, vale a dire soltanto tre anni dopo l'am­missione del Paulowich all'istituto Frint e un anno dopo la sua nomina a confessore dello Spielberg.
Entrato dunque all'istituto il 19 maggio 1823, don Stefano ebbe il 28 aprile dell'anno successivo3) l'incarico di visitare i detenuti politici in qualità di mlssionarius apostolìeus, sino a che non si fosse trovato a Bruna un sacerdote conoscitore della lingua italiana, pio e di piena fiducia del Governo. Evidentemente, il buon padre Battista non era abbastanza ver-trauenswiirdiger der Regìerung ergébener*) per conservare il suo incarico!
1) CHIATTONE IX, Commento allo M. P., Saluzzo, Bovo, 1907, p. 405.
) Scrive il CONFAi.o.Mnmi. ap- cu., 1,192-93: Tatti questi dettagli li ritraemmo a mano a mano dalla propria bocca dell'istesso sacerdote Paulowich, il quale... diedesi a divedere in tatto il decorso della sua missione per uomo più vanitoso ohe accorto .
3) La data del 28 aprile figura in certe note autobiografiche del Paulowich pubblicate dal Brunolii; la lettera di nomina è però del 22 luglio successivo. Pure, il Paulowich comparve la prima volta allo Spielberg già il 3 maggio e subito iniziò la sua missione religioso-poliziesca chiedendo al Maroncclli la rieapitolflione di tutta la sua vita ed anolto quella delle fasi del suo processo (Rapp. 125 del 4 maggio 1824).
*) La frase trovasi nella lettera di nomina del Paulowich a missionario apostolico. Cu*. BHOITCLU, OD. atM P- 25,