Rassegna storica del Risorgimento

SPIELBERG
anno <1956>   pagina <493>
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I confessori dello Spielberg 493
Missione provvisoria, almeno in un primo tempo, quella di don Ste­fano; ma diventata poco dopo definitiva: del prete dalmata il Governo austrìa­co comprese di potersi pienamente fidare.
Egli era in procinto di essere rimandato dal Sublime Istituto scrive l'Andryane *) per causa della sua ignoranza ed incapacità nel momento stesso in cui l'Imperatore lo trascelse per essere il confessore dei prigionieri politici dello Spielberg. Sciocca frase; tanto più. sciocca, in quanto l'An-dryane non poteva certo produrre prova alcuna a sostegno della sua asser­zione; onde ha buon gioco il Brunella ad opporvi non soltanto i lusinghieri attestati rilasciati al Paulowich dal corpo insegnante dell'istituto, ma più. semplicemente l'ovvia osservazione che se don Stefano fosse stato davvero un ignorante e un incapace, Giacomo Frint uomo di alta nobiltà di vita e di sentire non lo avrebbe mai proposto al sovrano per un incarico tanto delicato.
Come dicevamo anche poc'anzi, non è con simili insinuazioni o con i vol­gari insulti del Foresti che va esaminata l'attività del Paulowich; ed è fare della semplice polemica e non della storia accusarlo di avere svolta con i nostri prigionieri un'azione più da poliziotto che da sacerdote nell'adempi­mento della sua sacra missione. Egli aveva ricevuto precise istruzioni con­servateci dal Brunelli,2) e ad esse tenne fede con maggior rigore di quanto avessero fatto lo Sturm ed il Vorthey. Probabilmente anzi, certamente egli peccò di zelo, ma non dobbiamo dimenticare quanto abbiamo letto sul suo conto nelle pagine del Confalonieri e del Pallavicino: se il primo parla di zelo pel suo Governo non iscompagnato da quello pe' 6UOÌ sacer­dotali doveri, il secondo per quanto mal disposto nei suoi confronti non ardisce accusarlo di avere rotto audacemente il sigillo della confes­sione per cattivarsi il favore sovrano.
No, non è qui la colpa del Paulowich, cieco strumento di un potere che si arrogava il diritto di intervenire anche nelle cose divine 3) e che in onesto si faceva forte dell'arrendevolezza delle stesse autorità ecclesiastiche; non è nel tribunale della penitenza che il Paulowich si è coperto d'infamia, ma bensì nell'attività nefasta ch'egli svolse allo Spielberg esorbitando dalle sue funzioni e divenendo ben presto il cattivo genio al quale si debbono le accresciute vessazioni a danno dei nostri martiri.
Inutile che il Brunelli esalti come risultato delle paterne sue cure la concessione accordata ai prigionieri di ascoltar Messa benemerenza rico­nosciutagli, come s'è visto, anche dal Pellico o la distribuzione di indu­menti e di una parrucca alla Villa *) rammentata dal Confalonieri insieme con altre agevolazioni di poco momento;5) e grottesco dargli lode di aver fornito ai prigionieri qualche notizia di quel mondo esteriore, da cui erano stati segregati, e di cui sino allora avevano tutto ignorato. 6) Il Brunelli
!) ANORYANE, op. cit., IV, 41, noto.
s) BRUNELLI, op. cit., 39 sgg.
) Cfr. BIBL V,. Kaiser Franz I. uni sìlfi Erba, Wien, Rikola, 1922, pp. 251-52.
*) Di pelo di cane! Cft, MAKONCELLI, Addizioni., I nvenz. quarta.
5) CONFALONIERI, Op. vii., SEM*,
6) Gran notizie! La morto di Luigi XVIII e la salita ni trono di Carlo X; il matrimonio dell'arciduca Francesco, secondogenito dell'imperatore, con la sorella dell'imperatrice (CONFA-
LONIERI, op. cit,, I, 195),