Rassegna storica del Risorgimento
SPIELBERG
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1956
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Renzo U. Montini
mostra di ignorare che tali concessioni furono dovute non già al Paulo wich, come il Gonfalonieri in buona fede credeva, ma alla bontà del soprainten-dente Smcrczek; e che don Stefano, per tali benignità appunto del soprain-tendente, lo dipingeva in un suo rapporto a Vienna *) come pazzo e meritevole di rimprovero e di punizione. Ma se anche il merito fosse veramente del confessore dalmata, varrebbe esso a ripagare il male ch'egli pervicacemente commise?
Basterebbe a rendercelo spregevole cruci suo insistere continuo, ossessionante, coi prigionieri denunziatoci replicata mente dal Confalonieri e dall'Andryane per indurli a sempre nuove confessioni di complici, che non ebbe sosta neppure al letto di morte dell'infelice Villa. Tropo tardi! troppo tardi! mormorava l'agonizzante al Paulowich. che gli annunziava prossima la grazia. Ma troppo tardi continua federico 2) non fu però l'arrivo del sacerdote per trarre di bocca al morente alcune ultime confessioni sia di qualche insignificante rimasuglio processuale, sia di puerili violazioni di disciplina interna, le anali per nullissime che fossero in se stesse, non lasciavano di potere nelle circostanze nostre riescire dannosamente importanti. E appena da un sì indiscreto zelo furono quest'ultimi tributi estorti ad una niente già ingombra dalle caligini di morte, che l'infelice migrò agli eterni riposi.
Insistenza continue, cui facevano seguito rapporti all'imperatore per comunicargli che i detenuti non s'erano convertiti abbastanza! Il giorno stesso dell'ultima sua visita al carcere disse ai prigionieri dai quali si accomiatava che sarebbonsi pentiti, ma tardi, di non averlo ascoltato e al Gonfalonieri lasciò capire che mai e poi mai gli si sarebbe lasciato rimettere piede in Italia:3) indubbia vendetta dell'aver Federico rifiutato nel 1826 di ricorrere ulteriormente al suo ministero sacerdotale.4)
Ne basta. Vessazioni sopra vessazioni furon da lui proposte e da Vienna attuate: il solo Confalonieri rammenta che dopo un vivace alterco col Pau-lowich gli fu tolta la cella doppia assegnatagli per le sue condizioni di salute sin dal suo arrivo allo Spielberg; soppresso l'uso del caffè accordatogli come medicina per decreto imperiale; e mutatagli la gradita compagnia dell'An-dryane con quella, invisa, del Solerà. I quali provvedimenti ebbe esplicitamente a dichiarargli il vice governatore della Moravia, conte von Kle-belsberg, dovuti ai rapporti umiliati da don Stefano al monarca.5) E a chi, se non al Paulowich, fu dovuta la sopraelevazionc del muro di cinta della fortezza, che tolse ai prigionieri il conforto di un ameno panorama dalle finestre delle celle e dal terrapieno della passeggiata? 6) Non fece egli forse
1) CHIATTONE, op.cit., 405, in nota. Cfr. Piccolo archivio dell'antico marchesato di Salusso,
II, 3, 359.
2) CONFALONIERI, op. cit., I, 221-22. Antonio Villa mori il 23 giugno 1827.
3) GONFALONIERI, op. cit., I, 223-24.
*) CONFALONtEttI, op. cit., 7* 209.
s) CONFALONIERI, op. cit., I, 219-20.
*) PELLICO, M. P., capo LXXIX; CONFALONIERI, op, cit., I, 200 no dà espressamente la colpa a don Stefano. Cfr. anche ANDRYANE, op. cit.. Ili, 263-64. A chi notasse ohe il Pellico fa risalire l'accaduto al 1824 e il Confalonieri all'anno successivo, si risponde ohe il primo si riferisce ad una provvisoria sopraelevazionc in legname, mentre il secondo parla evidentemente dei lavori definitivi in muratura.