Rassegna storica del Risorgimento

SPIELBERG
anno <1956>   pagina <496>
immagine non disponibile

496
Renzo U. Montini
H Solitro, infatti che al Paulowieh dedica quasi due capitoli del pregevolissimo suo lavoro ed è con lui particolarmente severo sino a soci* vexe elie per opera sua il segreto della confessione veniva ipocritamente e turpemente violato1) pubblica un rapporto della guardia Kràl ed una relazione del sopraintendente dello Spieibrg, nei quali è descritta una violentissima scenata avvenuta tra il Moretti e il Paulowieh il 9 mag­gio 1825, dopo la quale il prigioniero cadde in deliquio; e pochi giorni dopo il 20 maggio il Moretti mostrava i primi sintomi di quella aliena­zione mentale che gli durò fino al successivo settembre. Dopo il fatale in­contro del maggio, il prigioniero non volle più avvicinare il Paulowieh sino al 15 maggio 1827, allorché il confessore, nella sua visita di commiato, gli rimise il decreto della Sacra Penitenzieria che Io proscioglieva dal voto sacer­dotale e lo assolveva dalle censure ecclesiastiche. Ma anche quest'ultimo colloquio, sebbene svoltosi alla presenza del sopraintendente e conchiusosi con un mutuo scambio di cortesie Il Moretti chiese perdono al sacer­dote degli incidenti passati, e questi lo assicurò di aver già perdonato tutto, così come il Signore avrebbe perdonato a lui i suoi peccati 2') impres­sionò talmente il povero colonnello, che egli fece sapere al governatore di non essere più disposto ad incontrarsi col Paulowieh, verso il quale nutriva angosciosi sospetti di aver egli violato il segreto confessionale .3)
Un breve ed efficace ritratto di don Stefano abbiamo già letto, di mano del Pallavicino; più ampio questo, che ne traccia PAndryane: *) H suo corpo, benché mal costrutto, mostrava robustezza: alta era la sua statura, ma il suo collo sprofondato nelle spalle e la sua testa leggermente incli­nata parean destinati ad attenuare quanto vi era di troppo atletico nella sua persona; i suoi capelli neri, piatti e lisci orlavano una fronte bassa e sfuggente che finiva ad un tratto con due sopracciglia fortemente marcate; i suoi occhi d'un bruno carico si nascondevano sotto due fitte palpebre quasi sempre abbassate; le sue guancie colorite e sporgenti finivano di dare al suo viso l'immagine della salute, ma lo rendevano insieme così nullo d'espressione, che sarebbe stato difficile di leggervi altra cosa che la curio­sità ed una inoffensiva vanità mal celata sotto le apparenze di una mode­stia fratesca. E le memorie del giovane francese sono una miniera di noti­zie sul prete dalmata, sia che ne descrivano la presunzione sconfinata 5) o la volgare ghiottoneria6) o la insolente soddisfazione per i benefici lar­gitigli dall'imperatore: 7) ma particolarmente interessanti là dove ci nar­rano come il contegno del Paulowieh avesse fatto sorgere nei prigionieri il timore di essere traditi da uno di loro;8) o dove ci descrivono il timore
1) SOLITRO, Silvio Moretti, citi, 136, nota. Di tal parere da cui. come s'è visto, noi dissentiamo è anche D'ANCONA A., Federico Gonfalonieri, Milano, Trcves, 1898, p. 171.
2) Bttpp. 175 del 16 maggio 1827.
3) SOLITRO, Silvia Moretti, cit.
*) ANDRYANE, op. cit., IH, 01-02. 5) ANDRYANE, 0j>. cit III, 93,121 e 214. B) ANDRYANE, op, eiu, IH, 224. 7). ANDRYANE, op. cit.. Ili, 214 e IV. 43 agg.
8) ANDRYANE, op. ait; ni, 160. È noto che tali sospetti gravarono sul Solerà, per cut cfr. l'apologia ebe questi Borisse allorché furono pubblicati 1 Mimoires; Risposta otte calunnie . appostegli dal ig. Andryane nel suo libra, ecc., Brescia, 8. Barnaba, 1848.