Rassegna storica del Risorgimento
SPIELBERG
anno
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1956
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pagina
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497
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/ confessori dello Spielberg 497
e l'odio nutriti por don Stefano da parte degli stessi funzionari austriaci dal governatore sino all'infimo custode .1 '
Di questa animosità contro il Paulowich da parte degli stessi carcerieri sono pieni anche i rapporti quotidiani del sopraintendente Smerczek, si che è interessantissimo scorrerne le pagine, anche nella loro fredda successione cronologica.
Già il 10 maggio 1824, neppure una settimana dopo la venuta di don Stefano allo Spielberg, il buon Smerczek si faceva un dovere di segnalare al governatore che il nuovo cappellano recò poca consolazione al Solerà, col dirgli che non avrebbe potuto sperare nella grazia sovrana se non dopo dieci anni almeno di detenzione; e che lo stesso Solerà e il Villa rimpiangevano il padre Battista da essi definito un angelo . 2)
Nel giugno il sopraintendente denunzia due gravi abusi del prete dalmata: non solo egli aveva rivelato al Pellico e al Maroncelli che le lettere fatte scrivere ai prigionieri il 16 marzo di quell'anno non erano mai state spedite, ma si era impegnato a comunicare personalmente notizie dei detenuti ai loro familiari. 3)
Una luce poco simpatica si riverbera sul Paulowich anche dal rapporto del 1 ottobre. Anzitutto, egli ha chiesto allo Smerczek di fissare la Messa dei prigionieri in un'ora non troppo inoltrata della mattina perchè il suo stomaco è estremamente debole ed egli non può ritardare troppo l'ora della sua colazione; ma per di più si è creduto autorizzato a domandare al sopra-intendente precìsi ragguagli sulla vita dei prigionieri, al che lo Smerczek ha risposto bruscamente che i condannati venivano trattati a termine di legge e che egli non aveva altro da aggiungere, senza lasciarsi impressionare dal fatto che il Paulowich si era lungamente diffuso con lui sulla confidenza che gli accordava l'imperatore. 4)
Nuova denuncia il 15 ottobre: il Paulowich ha fatto avere all'Albertini una matita e gli ha concesso di scrìvere a lungo, portando quindi seco il manoscritto del prigioniero. Quis custodiet custodes? La scena era stata seguita attentamente, attraverso il buco della chiave dalla guardia Kràl, che si era affrettata a riferire in merito al sopraintendente. 5)
Lo Smerczek non si fida del Paulowich; per cui, il 1 novembre, ha dato disposizione alle guardie di essere avvertito costantemente delle visite del confessore, allo scopo di presenziarvi di persona ed evitare così che il prete impartisca ordini che non si accordino con il regolamento carcerario;6)
Ì) ANDKYATfE, op. ctt., HI, 184.
2) Rapp. 131 del 10 maggio 1824.
s) Rapp. 179 del 27 giugno 1824. Come ò ben noto, ai prigionieri dello Spielberg era vietata ogni'corrispondenza con i familiari. Pure il 16 marzo 1824 venne fatto loro credere che l'imperatore aveva permesso che eari scrivessero ciascuno nna lettera olla famiglia. Della concessione profittarono Pellico, Maroncelli, Foresti, Fortini, Solerà, laminari, Bachiega e Villa. In realtà, le lettere vennero tradotte in tedesco, la versione spedita a Vienna e gli originali passati agli archivi di Bruna, dove li vide il CIUATTONE, che pubblicò le lettere del Pellico e del Maroncelli nel eh, commento alle Af. P. rispettivamente a p. 385 e a p. 3S3, in nota. Le otto lettere sono state acquisite al museo dei patriot ti italiani allo Spielberg; por le sei dei prigionieri po-Iesani cfr. MONTINI R. U., Voci datiti Spielberg: sai fattori* inedite dai Carbonari noiosa*, 16 mano 1824, nella Rassegna storica del Risorgimento, XLH, 2-3,1955, 379-392.
*) Rapp. 274 del 1 ottobre 1824.
s) Rapp. 288 del 15 ottobre 1824.
<0 Rapp. 305 del 1 novembre 1824.