Rassegna storica del Risorgimento

SPIELBERG
anno <1956>   pagina <505>
immagine non disponibile

T confessori dello Spielberg 505
Il p. Wrba è venuto per esplicita richiesta del prigioniero. Si arriva final­mente al già ricordato rapporto del 24 maggio 1829, che così suona: D prigioniero Gonfalonieri espresse ripetutamente il desiderio di confessarsi dal professore p. Wrba. Avendo questa soprainteudenza recato quanto sopra a conoscenza del predetto sacerdote, egli fece rispondere di aver ricevuto dal rev.mo sig. vescovo l'ordine di non recarsi dal sunnominato prigioniero se non dietro formale incarico di codesta alta luogotenenza. Del che faccio sommessamente partecipe l'È. V. e La prego di voler compiacersi di impar­tirmi le Sue alte istruzioni. x) La risposta del governatore ci manca, ma il suo tenore si può facilmente ricostruire dall'esame dei rapporti succes­sivi, i quali ci apprendono come le visite del Wrba non cessassero del tutto, ma si facessero sempre più rare, e sempre limitate ai tre prigionieri che abbiamo poc'anzi ricordato, il Gonfalonieri, il Pallavicino e il Moretti. Al Pallavicino più. frequentemente che agli altri, tanto è vero che nel 1831 le cinque sole visite del Wrba allo Spielberg furono dedicate tutte al mar­chese Giorgio. Il quale e lo sappiamo dalle sue Memorie aveva indi­rizzato una supplica a Francesco I per impetrare che il Wrba fosse autoriz­zato a visitarlo come per l'addietro: l'Imperatore assenti. Se io vivo ancora egli è un miracolo; e l'abate Wrba operava questo miracolo, visitando il carcerato e consolando l'afflitto. L'abate Wrba era un bellissimo tipo del sacerdote cristiano.2)
Analoga istanza avanzò- e non una volta sola anche il Gonfalo­nieri, ma non fu in un primo tempo esaudita, come i rapporti quotidiani testimoniano e come esplicitamente è confermato da una relazione del Muth, in data 10 aprile 1832, pubblicata anch'essa dal Sandonà. 3) Vi leggiamo infatti che il conte si lamentava di insistere invano già da un anno per ottenere un colloquio col Wrba. È vero commenta il direttore di poli­zia che tale domanda non fu mai formalmente respinta, ma sta di fatto che il Confalonieri non fu che pasciuto di semplici frasi.
Dal citato rapporto del 16 marzo 1835 apprendiamo che anche il desi­derio del Gonfalonieri venne poi appagato; ma il Muth deplora che il Wrba, conquistato interamente dall'abilità del condannato, troppo si occupasse di lui, trattenendosi in sua compagnia sino a tre o quattro ore consecu­tive, incaricandosi di trasmettere le sue suppliche all'imperatore, tediando il governatore perchè fossero concessi al conte sempre nuovi libri.
Aggiunge il dott. Zamboni in una nota favorita a Cesare Spellan-zon, che la incluse nel suo commento alle Prigioni *) risultare dagli
1) Rapp. 154 del 24 moggio 1829.
2) PiU.ToA.VieT.NO, Op. di., I, 88.
S) SANDONÀ, op. ài., 321.
l) Op. eh,, p. 260-61. La nomina del Wrba a parroco di Klopoch, datatavi al 1833,va poro spostata al 1835. Nella stessa nota è riprodotta una lettera al Wrba di Federico Confalonieri del 24 febbraio 1836, nuova prova dell'affetto che legò il conte al degno sacerdote. In essa il Gonfalonieri, prossimo a partire per l'America, annunziava al Wrba di avergli spedito come ri­cordo di gratitudine uno dei libri che la sua Teresa gli aveva inviato allo Spielberg e che, mai consegnatigli durante la prigionia, gli erano stati restituiti al sno passaggio per Vienna dopo la liberazione. Trattasi probabilmente di uno dei vammi che Teresa aveva spedito a Federico il 12 luglio 1824. Cfir. MONTISI B. TJ., Sei lettere inedite di Teresa Casati Confaloniori, in Atti del Congresso nazionale di storia dal Risorgimento italiano, (Venezia, settembre 1936), Bologna, Azzoguidi, 1940, pp. 15-16 delFestr.