Rassegna storica del Risorgimento

SPIELBERG
anno <1956>   pagina <506>
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Renzo U, Montini
archivi di Bruna come il Wrba fosse sottoposto alla speciale vigilanza della polizia e sospettato di essere a parte del complotto ordito nel marzo 1829* da Teresa Confalonieri per far evadere il marito dal carcere.I)
Come che sia, particolarmente sospetto era il Wrba al segretario del Governo di Moravia, Schoebel, il quale molto si adoperò perchè gli venisse inibito definitivamente l'accesso allo Spielberg; meno spietato, il Muth gli consigliò di diradare ed abbreviare le sue visite al Gonfalonieri come è noto, il Pallavicino aveva già lasciato lo Spielberg per Gradisca fino dal 22 settembre 1832 e in un rapporto del 18 agosto 1835 2) scriveva che ogni preoccupazione sarebbe stata presto eliminata poiché toccò al Wrba la prebenda di Klopoch, che egli assumerà quanto prima. Don Giorgio partì per la sua parrocchia nell'ottobre; il 19 di quel mese il soprainten-dente dello Spielberg chiedeva infatti al governatore se il padre Ziack può andare dal detenuto Gonfalonieri in luogo del prof. Wrba .3) Due mesi dopo 1*11 dicembre anche il conte Aquila sarebbe stato dimesso dal carcere, per cui il Wrba ne confortò le sofferenze sin quasi al loro termine.
Nella quieta sua parrocchia don Giorgio visse sino al 1868, lasciandovi memoria d'uomo santo. E il giorno in cui fu inaugurato allo Spielberg il museo dei patrioti italiani, alloro e fiori vennero deposti sulla tomba di questo pio sacerdote, che era riuscito a cancellare dall'animo dei nostri mar­tiri il triste ricordo del funesto don Paulowich. *)
Mentre, come abbiamo veduto, taluni prigionieri potevano continuare a godere delle visite del Wrba, la maggior parte degli altri rimaneva affi­data a don Vincenzo Ziack, vice curato della parrocchia più vicina allo Spielberg.
Cagionevole di salute incessanti flussioni ai denti, alla gola, agli orecchi lo tormentavano, ed era nondimeno sempre sorridente, come scrive il Pellico 5) apparve a Silvio e al Maroncelli degno successore del Wrba. Non così al Foresti, che lo chiama erroneamente Zinck e lo definisce uomo di vasta dottrina e di ferace talento. Ma spia anch'esso; pescava sempre nel torbido. Bachiega e Mimari ebbero il coraggio di rinfacciarglielo. Al­trettanto sfavorevole è il giudizio del Pallavicino, che lo lascia innominato : Occhi bassi, collo torto, parola melata e circospetta sempre... tu vedevi un gesuita, ma un gesuita, questa volta, non pericoloso. Vero ritratto del Tartufo, l'ipocrisia schizza vagli dagli occhi e da tutta la persona. L'abate.. proseguì l'opera dell'abate Paulowich. E poiché aveva ingegno e dottrina
1} Per questo episodio, cfr. BF.LLOIUNI E., Giovanni Bcrchet a l'ultimo vano tentativo per liberare Federica Confalonieri dallo Spielberg, in Archivio storico lombardo, Milano, IV, 17 agosto 1912; SAHDONA, op. cu., 300-05, e CERIA, La Vita di una moglie, Milano, Baldini e Castoldi. 1935, cap. XXVII.
z) SASDOWÌ, op. cit., 342.
8) Rapp. 368 del 19 ottobre 1835.
4) Affettuose lettere del Pallavicino al Wrba lui pubblicato ZANTBONI A., nel Corriere-della Bara, Milano, 14 luglio 1926 e nella Rivista italiana di Praga, Praga, I, 2, luglio-dicembre 1927. Ne è a dimenticare ebe si debbono al Wrba dei lusinghieri rapporti sul Pellico e il Maron­celli, che contribuirono uniti a quelli dello Ziack, di cui duerno ad ottenere loro la gra­zia dall'imperatore: essi sono ricordati in CHIATTONE, op. eli., 460, nota.
5) PELLICO, M. P., capo XiG;