Rassegna storica del Risorgimento

SPIELBERG
anno <1956>   pagina <507>
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/ confessori dello Spielberg 507
(due cose di cui pativa assoluto difetto il prete dalmata), la conversazione di lui era spesso dilettevole, ed anche istruttiva; ma non era istruttiva, uè dilettevole, quando trattavasi di provare, a chi parca dubitarne, l*invi~ diabile felicità del suddito austrìaco. Allora il povero abate farneticava, non essendovi corbelleria che non dicesse, assurdo che non arrischiasse nell'im­peto del suo zelo. Un giorno, spiegando la Bibbia, egli parlava della ribel­lione dei Giudei contro i Romani a' tempi di Tito. Ad un tratto, facendo una digressione egli salta dall'oriente all'occidente, dalla Palestina in Italia, e dopo avere deplorato la cecità degli Italiani, nemici dell'Austria, ha il coraggio di conchiudere con queste parole: " Poiché Dio ha voluto così (ha voluto, cioè, che i LombardoVeneti siano soggetti all'imperatore), dob­biamo credere per nostra consolazione che il Governo austriaco sia il migliore dei governi possibili . Io provava per l'abate... un'invincibile repugnanza. *)
Con l'Andryane 2) si lasciò sfuggire la notizia delle giornate di luglio a Parigi; al Gonfalonieri che afferma aver anch'egli trascorso un anno all'istituto Frint riferi le istruzioni che su di lui gli aveva lasciato il Paulowich, onde il conte rifiutò anche il suo ministero, come già quello di don Stefano, poiché è troppo naturale che nel confessore, non amisi il prevenuto o pregiudicato da altrui, ma l'imparziale e fidente ascoltatore.3)
Per opposti motivi, lo Ziack era discaro anche allo Schoebel, e il Muth lo scusa degli addebiti mossigli nel già citato rapporto del 16 marzo 1835,4) per evitare un provvedimento che si minacciava contro di lui; e il Muth ebbe partita vinta, perchè lo Ziack era ancora allo Spielberg nel 1838, al­lorché ne furono dimessi i condannati della Giovine Italia. Infatti, Gabriele Rosa, narrando la sua scarcerazione, dice: Chiesi ripetutamente e non ottenni di salutare... il buon confessore Zachs (sic), che dovea anche una volta la settimana impartirci istruzione religiosa, e che si governò nosco con molta prudenza ed amorevolezza. Poveretto! Un giorno gli cavai un sospiro per la libertà tolta alla Moravia sua patria. s)
Alcuni auni dopo, nel 1842, quando si trattò di assegnare un direttore spirituale a Giovanni Vincenti, furono proposti dal direttore di polizia al governatore o un tal don Netter, che era stato cappellano allo Spielberg di un grappo di condannati politici galiziani, o il padre Ziack, ohe nel frat­tempo doveva essere passato al carcere femminile, poiché lo si definisce direttore spirituale della scuola delle suore. Lo Ziack fu prescelto e si dichiarò disposto a visitare il Vincenti due volte al mese:6) onde ci piace pensare che gli estremi momenti del martire deceduto in carcere il 21 marzo 1845 siano stati confortati dall'assistenza del pio sacerdote, cui è massimo titolo di gloria l'aver provocato con i suoi rapporti, e spe­cialmente con quello famoso dell'8 febbraio 1829,7) la liberazione di Silvio
1) PALLAVICINO, op. (., I, 87-88.
2) ANDBYANE, op. ck, IV, 16
) CONFALONIBIU, op. ci**., T, 232-33. *) SANDONÀ, op. e//., 339. s) BOSA, op. eit* 69-70.
<) MoNTmr, Nuovi documenti m G. Vint>oniit:èit., p. IO e 11 dell'cntr.: lettere del 26 gen­naio e del 25 febbraio 1842.
7) Vedilo in CHIATTONE, op. eit., 514-15;