Rassegna storica del Risorgimento

SPIELBERG
anno <1956>   pagina <508>
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Renzo U. Montini
Pellico e di Piero Maroncelli. Rapporto, questo del febbraio '29, clie è una testimonianza eloquente della dignità di Silvio, pur nel pentimento desi-derato dalle autorità absburgiehe. Infatti vi si legge ebe, a differenza di Piero, il poeta di Francesca non ba riconosciuto così apertamente i suoi passati, traviamenti religiosi, anche se egli attribuisce i suoi trascorsi a letture di opere partigiane e all'essersi accompagnato a gente traviata.
Si potrà notare come, in queste note, ci siamo intrattenuti più lunga­mente sul solo Paulowich ebe non su tutti gli altri confessori insieme riu­niti. Ma è indubbio che il prete dalmata fu seppure in senso negativo la personalità più. spiccata fra i cinque sacerdoti che furono incaricati di portare ai nostri prigionieri la parola divina; e quello, inoltre, la cui atti­vità fu più discussa dagli storici, e in bene e in male. Si aggiunga ancora che il Confalonieri e l'Andryane più diffusi di ogni altro nel parlarci dei confessori dello Spielberg non conobbero né il p. Sturm, né il p. Vorthey e ben poco anche lo Ziack, da essi ritenuto, a torto, degno seguace e imi­tatore di don Stefano. Onde non è da meravigliarsi se più ampie sono le testimonianze che noi abbiamo sul Paulowich di quelle che ci è stato pos­sibile ricavare sugli altri quattro. Testimonianze, comunque, pressoché con­cordi nell'esaltare lo Sturm, il Vorthey, il Wrba e lo Ziack e unanimi nella condanna del Paulowich, sì che una volta di più vengono confermate la veridicità e la serenità di giudizio del Pellico, che alla stessa conclusione era giunto come abbiamo veduto nelle Prigioni.
Alle sue lodi ed al suo biasimo noi ci accomuniamo pertanto a distanza di un secolo ed è nei nostri cuori lasciando alla sua trista fama il vescovo di Cattaro un palpito di riconoscenza per gli eletti spiriti che porta­rono un conforto ai nostri prigionieri, che misero un raggio di luce cristiana nell'ombra tragica del carcere moravo.
RENZO U. MONTINI
APPENDICE
XL PROCESSO CANONICO PER LA NOMINA EPISCOPALE DI D. STEFANO PAULOWICH
Addì 30 giugno 1827 mona. Ugo Pietro Spinola, arcivescovo titolare di Tebe e nunzio apostolico a Vienna, partecipava come segue al cardinale segretario di Stato Giulio Maria Della Somaglia la prossima nomina di don Stefano Paulowich a vescovo di Cattaro:
S. M. VImperatore va a nominare in Vescovo di Cattaro il Cappellano Aulico Paolo Vich (sic) Ecclesiastico di ottime qualità, e degno del grado Epi­scopale. Non so positivamente se ancora ne abbia segnato il decreto (Arch. Segr. Val., Segr. Stato 247, nunzio di Vienna, 1827/31558).
II decreto, come abbiamo veduto, era stato firmato il 27 giugno; ma poiché, come egualmente abbiamo detto, era necessaria la conferma ponti­ficia, il 3 gennaio 1828 si teneva in Roma, presso la sacra congregazione concistoriale, il processo canonico rituale. A norma delle prescrizioni, al-