Rassegna storica del Risorgimento

CLERO
anno <1956>   pagina <513>
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Preti del Risorgi mento
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realtà , come dice il Carducci,l) senza riflettere che ogni sogno è una espres­sione di profonde intuizioni, ed ogni primavera è uno sbocciar di corolle; né è esatto vedere in esso solo il poema d'egocentrismo, scatenato più che padroneggiato dal Gioberti, come dice l'Omodeo:2) prima del Gioberti è stato Foscolo a volgere indietro il suo esame alla storia del Medio Evo e ad investigarvi lo spirito del popolo italiano,3) e da tale investigazione egli pervenne alla difesa di Gregorio VH,4) si che può dirsi il primo dei neoguellì.
Il mazzinianismo, che lasciò perplessi gli intellettuali dell'epoca, non trovò la maturità del popolo: era un grande ideale, celebrato da tutti, ma tardo a fecondare. Bisogna attendere l'età contemporanea per comprendere l'influsso dei due programmi nello spirito nazionale.
Il SalvatorelH vede la prevalenza spiccata nel periodo 18701914 del­l'ortodossia ghibellina, a cui è succeduta egli scrive nel dopoguerra una altrettanto spiccata tendenza guelfa o addirittura di ancien regime ; 5) ma mi sembra che il SalvatorelH abbia forse visto fantasmi, vaganti fuori della storia. Nella storia contemporanea, invece, si incontrano uomini vivi che, superato il ghibellinismo ed il guelnsmo, lo sintetizzarono nell'autonomia dei due istituti e dai due istituti: Minghctti, Depretis, Giolitti, Di Rudinì, Luzzatti, Salandra, Bonomi, De Gasperi, espressero, ognuno a loro modo, tale volizione sintetica dello spirito nazionale. Due preti, che possono dirsi del Risorgimento, Romolo Murri e Luigi Sturzo, ne sono stati gli assertori teorici e pratici. Quel senso di autonomia della coscienza risorgimentale è stato rilevato dal Croce, quale espressione dell'Italia meridionale; egli scrive infatti: Non meno che contro il feudo, insigne fu la lotta che essa, catto­lica e della fede osservantissima, sostenne lungo i secoH per l'autonomia e l'autorità dello stato contro le smodate pretese della curia romana, sia politiche come quelle di signoria feudale sul Regno, sia giurisdizionaU ed economiche, esenzioni tributarie, tribunali ecclesiastici, asili, conferimento di benefici, e simili. E, sempre senza cadere mai in alcuna eresia, questo popolo lottò con pari forza e trionfo per la libertà di coscienza . ")
Codesto può dirsi lo spirito animatore dei preti del Risorgimento, ed in tal senso essi apportarono un valido contributo alla formazione spirituale del popolo. Lo studio della vita e delle opere di un insigne prete del Risor­gimento, Gregorio Ugdulena 7), mi ha portato a tale visione storica ed alla
1) Giosuè CARDUCCI, Prose, Ediz. definitivi!, Bologna, Zanichelli, p. 1309.
2) ADOLFO OMODEO, Vincenzo Gioberti e la sua evoluzione politica, Torino, Einaudi, 1941, pp. 20-21.
3) UGO FOSCOLO, Frammenti di storia del. Regno Italiano, in Prose Politiche, Firenze, Le Mounier, p. 284.
4) Idem, in Scritti letterari, Firenze, Le Monnicr, p. 313.
5) SALVATORELLI, Op. citi, p. 2.
6) BENEDETTO CUOCE, Storia del Regno di Napoli, Bari, Laterza, 1925, p. 3.
7) Nato a Termini ImcreHc (Palermo) il 20 aprile del 1815, fa un sacerdote pio e dotto. Prese parte ai moti del '47, e il 12 gennaio del '48 Io troviamo a piazza della Fiera vecchia ad animare i rivoltosi. Membro del comitato generale, presieduto da Ruggero Settimo, dirosse il comitato della giustizia, culto e sicurezza interna. Deputato alla Camera dei Comuni, votò la dichiarazione di decadenza della dinastia borbonica. La reazione, che segui atta rivoluzione, lo relegò all'isola di Favignnna. Nel 1860 riprese la sua attività politica; fu ministro durante la dittatura garibaldina; poi deputato al primo parlamento nazionale ed alle successive legisla­tore. Mori a Roma il 7 giugno 1872.