Rassegna storica del Risorgimento
CLERO
anno
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1956
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pagina
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514
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Beniamino Ptdumbo
convinzione che, per comprendere il problema religioso nel Risorgimento, eia necessario esaminare la vita e le opere dei preti del Risorgimento.
La nota caratteristica della personalità dell'Ugdulena è la naturale armoniosa manifestazione di scienza e fede, religione e patria, autorità e libertà: di fronte a tale personalità lo spirito indagatore, veramente spregiudicato, si sofferma pensoso.
L'esame della produzione dell'Ugdulena non si addice allo scopo e carattere della presente comunicazione: segnalo solo i corsi di esegesi biblica, tenuti in cinque anni consecutivi (1843-'48), all'università di Palermo, che destarono grande interesse tra gli studenti e gli studiosi, e che, poi, durante il lungo periodo di prigionia causata dal suo patriottismo, formarono il materiale per la sua massima opera, rimasta incompiuta, La Santa Scrittura in volgare, pubblicata in due grossi volumi nel 1859; il corso di letteratura greca, dettato nel 1867 all'istituto di perfezionamento in Firenze, ed il corso di lingua e letteratura ebraica, tenuto nel 1871 all'università di Roma; e i due discorsi parlamentari, quello del 22 aprile 1865 sulla legge dell'asse ecclesiastico e l'abolizione dei conventi, e quello deU'll marzo 1871 sulla legge delle guarentigie. In codesti due discorsi, pregevoli sia per la forma che per il contenuto, si trova la sua visione del pensiero politico nei riguardi del problema religioso del Risorgimento.
L'Ugdulena, che aveva partecipato ai lavori della commissione della Camera, della quale era membro, fu concorde come ebbe a dire in seduta in tutto ciò che riguardava l'abolizione dei frati, e dei conventi, per ovvie ragioni, ma dissenti dai suoi colleghi, e si astenne dal partecipare ai lavori della commissione, . quando li vede entrare in una via che non poteva seguirli, quella di voler dettare norme in merito alla ricostruzione della Chiesa. È interessante ed originale la fine ironia e l'arguta critica che egli muove al Bonghi, al Minghetti, alla formula libera Chiesa in libero Stato di Cavour, alia concezione liberale della libertà. L'Ugdulena, pur accettando lo spirito della legge delle guarentigie, ritiene inopportuna, nel momento contingente, la rinunzia da parte dello Stato al diritto di presentazione e proposta nella collazione dei benefici maggiori, diritto di cui tesse la storia: tale diritto, egli afferma, può venire abbandonato in seguito, per il momento ritiene opportuno aspettare un tempo più felice, che forse verrà; ciò potrebbe avvenire egli esclama quando venisse il tempo della conciliazione, che è nei desideri di tutti e che anch'io affretto coi miei voti: e in ciò fu profeta. Amo la mia religione ed il mio paese, e vorrei vederli insieme conciliati e concordi. Egli è stato il sogno della mia vita, come fu di tanti altri grandi, dall'Alighieri venendo infino al Gioberti e al Rosmini, dietro i quali non oso nemmeno profferire il mio nome; ma io confido nella Provvidenza che l'Italia si manterrà fedele al suo compito e terrà alta la bandiera del suo paese e della sua religione; io confido che non morrò prima che sia compiuto questo sogno di tutti i miei anni; furono codeste le sue ultime parole che echeggiarono nell'aula parlamentare: e fu voce di profeta.
BENIAMINO PALUMBO