Rassegna storica del Risorgimento

1814-1825 ; RESTAURAZIONE ; SISMONDI, JEAN CHARLES L?ONARD SIMO
anno <1956>   pagina <515>
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LA RELIGIONE LIBERALE DEL SISMONDI E L'AMBIENTE CULTURALE GINEVRINO NEI PRIMI ANNI DELLA RESTAURAZIONE
(1814-1825) IJJ1, f j
Esiste un mito di Ginevra, che vien foggiato dagli Enciclopedisti, poi viene polemicamente rielaborato da Rousseau, e infine viene adoprato dai liberali pre-romantici o romantici nel primo Ottocento: esiste, però, anche una realtà culturale e politica che soggiace al mito, e che forse non è stata ancora oggetto di uno studio abbastanza approfondito, nei suoi vari aspetti, e specialmente se si guarda al nocciolo eticoreligioso del liberalismo gine­vrino. *) Si è avuta, è vero, tutta una bella fioritura di scritti sul contrasto tra le correnti pietiste e l'ortodossia dei pastori ginevrini, degenerata in senso razionalìstico, latitudinarie, socinìtmo, secondo quanto notava mali­gnamente il d'Alembert, nel Settecento, poi sull'affermarsi del cosiddetto Réveil neopietistico nella prima metà dell'Ottocento a Ginevra, ma è diffi­cile tuttora di valutare sotto l'aspetto etico e religioso il significato di quel lungo crepuscolo del pensiero iUuministico nel quale si muovono le figure più eminenti del gruppo di Coppet. 2)
Già in uno studio di C.-H. Pouthas sulla formazione giovanile gine­vrina del Guizot, è stato messo jit rilievo un aspetto essenziale di questo ambiente, individuando bene il nesso fra la cultura ginevrina e le correnti dell'ultimo illuminismo francese, quello degli Ideologici, dal quale va svi­luppandosi lo spiritualismo liberale dei RoyerCollard, dei Degérando, dei Maine de Biran. Ma se ci volgiamo alle figure del Sismondi, di Benjamin Constant, della Staél, ed a quelle di molti colti ginevrini del primo Otto­cento, non troviamo ancora delle precise conclusioni, delle analisi esaurienti, che sarebbero preziose anche in quanto i molteplici contatti fra questi grandi liberali europei, più che ginevrini, e i patrioti italiani, fra il '15 e il '58, ci portano quasi per forza dai nostri centri maggiori di cultura verso l'ospi­tale Svizzera degli anni della restaurazione, e verso Ginevra, soprattutto.
È necessario risalire fino agli anni dell'impero, al famoso viaggio della Stael, ài Corinne, in Italia, per definire lo stato d'animo dal quale stava nascendo la grande Ilistoìre des Républìques Italiennes du Moyen Sge del Sismondi, e l'ormai dimenticato romanzo staeliano, concepito come studio del carattere nazionale italiano, come stimolo alle esigenze di rinascita
1) Poggiamo tuttavia riferirci ora alle pagine di fresco uscite di GIORGIO Spira, ohe si occupa fidi'urgouieut.0 con molta attenzione e competenza, guardando soprattutto ai rapporti con l'Italia, nel suo voi. au Risorgimento e protestatiti, Napoli, 1956, pp. 62 e agg., 70 e sgg 117 e sgg., e la bibliografia ivi fornita.
2) Rimondiamo nuovamente olle pagine dello Spini anche per i dati bibliografici. Inol­tre all'articolo di J. GIBEUN, Notes sur le protestantismo de Madame de S,, in Ruttori de la Socié de fhietoire du protestantUmte franfais, juiflet-septembro 1954,