Rassegna storica del Risorgimento
1814-1825 ; RESTAURAZIONE ; SISMONDI, JEAN CHARLES L?ONARD SIMO
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1956
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Ettore Passerin
culturale e politica del popolo che, secondo l'espressione del Sismo tuli, aveva preceduto gli altri nel cammino delle belle arti, delle scienze, dell'indù-stria, e si era formato alla scuola della libertà, prima di cadere sotto il giogo di una duplice tirannia, civile e religiosa. *)
La filosofìa , intesa nel senso ancora schiettamente iliuministico, come istanza polemica contro ogni autorità che non possa giustificarsi di fronte al tribunale della ragione, ma anche, e insieme ad essa, un moralismo che traduce in forma laica le esigenze della tradizione religiosa ginevrina: ecco le premesse fondamentali dei giudizi formulati dal Sismondi e dalla Staci sull'Italia, nel 1805. Quando si parla della simpatia che lega il Sismondi all'Italia, ed in specie alla Toscana, della quale egli si stava facendo quasi una seconda patria, non bisogna dimenticare quanto egli si sentisse in realtà straniero allo spirito, al costume eticoreligioso del popolo italiano: anche i lettori italiani doìVHistoire des Républiques avvertirono questo sfondo liberaleprotestante, che il Sismondi stesso non celava. In una lettera alla baronessa de Rcckc, del 25 dicembre 1808, pubblicata già in parte dal De Salis, egli scrive fra l'altro: Le opinioni religiose, l'educazione del Nord, la vita affettiva e l'entusiasmo separano gli uomini, come avviene per le diverse specie degli animali.2) Egli sente la presenza di un vero e proprio muro di divisione fra gli abitanti della sua cara Pescia e il suo spirito ginevrino.
L'allusione all'entusiasmo, che troviamo nella lettera alla de Recke, non deve però far pensare a quella forma di entusiasmo che fra breve la Stael avrebbe esaltato, assorbendo qualche fermento dalle correnti romantiche tedesche, ed in specie da quel Guglielmo Schlegel, che le era stato compagno, come il Sismondi, prima nel viaggio in Italia, quindi in un prolungato soggiorno viennese. H Sismondi deplorava, invece, la crescente influenza dello Schlegel sulla Stael, e nelle taglienti parole che troviamo a tal proposito in una sua lettera del 1808 c'è senza dubbio un substrato culturale antiromantico: la cultura e la religione del Sismondi appartengono ancora del tutto all'età della raison settecentesca, malgrado tutte le sue scoperte nel campo storico, e non ammettono che si patteggi con quella sorta di irrazionalismo, o di estetismo vagamente misticheggiantc, che è invece caro allo Schlegel. *) Anche la distinzione rigida, più appropriata, si direbbe, al campo delle scienze naturali che a quello dello scienze morali, che il Sismondi fa valere fin nei suoi studi letterari, fra il tipo nordico e il tipo meridionale, fra mondo germanico e mondo latino, rivela un gusto
' ) Queste espressioni del Sismondi, contenute nella prefazione del suo Tableau de l'agri-culture toscane, sono già apparse significative al suo maggior biografo, J. R. DB SALIS (Sismondi 17731842: la vie et l'oeuvre, etc, Paris, 1932, p. 67) ed esprimono infatti quello che è poi un motivo costante e fondamentale della sua interpretazione della storia italiana (cfr. l'acuto cenno dello SPINI in op. co., p. 76).
2) in una lettera olla stessa amica, dell'aprile dello stesso anno, vi è tuia frase che è anche stata già messa in rilievo dal Da SALIS (op. cit.. p. 155) Bullo idee religiose di A. V. Schlegel, e sulla sua influenza solla Staisi, che appariva pericolosa al Sismondi. Sembra ch'egli s'opponga alle tendenze romantiche dello Schlegel sia nel campo letterario che nel campo religioso. Tutte queste lettere son da vedere ora nell*Epistolario aisuiond[ano, a cura di C. PELLEGRINI, voi. I, Firenze, 1932, pp. 121-2, 139-42 e sgg.
3) Leu. cit., in op. cit.