Rassegna storica del Risorgimento

1814-1825 ; RESTAURAZIONE ; SISMONDI, JEAN CHARLES L?ONARD SIMO
anno <1956>   pagina <518>
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Ettore Passerìn
non volle infatti permettere che il discorso sismo ridiano fosse stampato... Ma il Sismondi si sarebbe fra breve presa la sna rivincita, promuovendo la piena vittoria delle idee liberali sia nel campo politico che nel campo coltu­rale, con una tenace azione di pubblicista e con una non trascurabile atti­vità parlamentare, che diede un certo rilievo alla piccola scena del consi­glio cittadino di Ginevra. Non si potrebbe affermare, del resto, che la cultura ginevrina fosse dominata, nei primi anni della restaurazione, dai concetti che venivano accolti entro una cerchia ristretta di notabili, ai quali spettò ancora il privilegio di guidare le sorti della minuscola repubblica cittadina nelle difficili acque della politica europea. La battaglia conclusiva sarebbe stata condotta in grembo al consiglio rappresentativo, e sarebbe sfociata nella riforma della confusa ed arcaica costituzione del 1814.1)
Dieci anni dopo la restaurazione, il Sismondi poteva affermare più fidu­ciosamente i motivi essenziali della sua apologetica laica, in uno dei suoi scritti più dimenticati, eppure più significativi: la Revue des progrès des opi­nione religieuses du XIX siede, pubblicata nella Revue Encydopédique di Parigi e poi anche in un opuscolo a sé. Nuovamente rileviamo come sia viva in lui la preoccupazione di valutare sotto un aspetto religioso la rina­scita liberale che si profila come una vera e propria vocazione dell'umanità. 2)
Negli anni precedenti, egli ha conchiuso la gran fatica della storia delle repubbliche italiane, che già il Mormard, in un suo vecchio studio sul Si­smondi storico, diceva nata come storia di libertà: libertà concepita come un semplice corollario delle grandi verità; valori dell'illuminismo, la virtù, la tolleranza, lo spirito d'umanità, la libera ricerca, il benessere e la feli­cità con sfondo morale e sociale progressivo. E se si vuole parlare di ima religione di questi valori, bisogna escludere ogni simpatia per le penom-bre poeticomistiche, come risulta anche da un giudizio più tardivo, col quale il Sismondi si contrappone apertamente, duramente anzi, alla storio­grafia romantica evocatrice del Michelet: il Michelet, a parer suo, dimentica quei valori che danno un senso alla storia, la felicità e il perfeziona­mento della società: egli non cerca che poesia, o si perde dietro a sim­boli mistici, traviato com'è dal pensiero tedesco... Così testualmente in una lettera al Vieusseux del 1837, già pubblicata dalla Montgolfier. a)
Ma torniamo di nuovo allo scritto sismondiano del 1825, cioè alla Revue des progrès des opinions religieuses au XIX siede, del 1825, che risente del­l'atmosfera di Coppet, ancora, e delle idee più recentemente espresse dal Constant nel primo volume del De la religion, edito nel 1824. *' U Constant
1) Il miglior studio sulla lotta fra le varie correnti politiche nella Ginevra della Restau­razione, ed in seno al consiglio rappresentativo ò ancor sempre quello di W. E. RAPPARP, L'avinemcnt de la dènutcralio à Genève, Ginevra, 1947.
2) L'art, del S. caci nel voi. XXV della Revue encyclopSdique di M. A. Jullien, e anche in estratto a parte. Sul Jullien e sulla BUS rivista, che portava evidente l'impronta illuministica, cfr. ora H. QowtifeM. A. Jullien de Paris (1775-1818). Dar gcisiige Werdegang eines Itevolutin­tuirà, Dornbirn 1954.
3) Fnè.vE8 [MoNTCOi.KiF.nJt J. P. Vieusseux d'aprii sa eorrespondance avee S., in Rev. Internaiionale, Roma, 1888, pp. 95 e 96 dell'estratto, e cfr. anche DE SALIS, op. ci., p. 341.
4J De la religion cansidSrée dami sa sauree, ses formes, non d6veloppementt Parigi, voi. I, 1824. Da una lettera al Dumont del 10 febbraio 1818, edita giù dal DB SAMS, risulta come il S. seguisse già le conferenze parigine del Constant sul politeismo.