Rassegna storica del Risorgimento
1848 ; PIO IX
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1956
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Federico A, Perini-Bembo
l'Austria fu intrapresa nel nome di Pio IX,]) che fu anzi in un primo tempo esaltato dal popolo più di Carlo Alberto. Né si avvertirono le numerose dichiarazioni del papa, intese a dimostrare la sua lealtà e il suo favore verso gli stati costituiti. 2)
L'educatore per esempio, giornale uscito prima ancora della concessione della così detta libertà di stampa, 3) accentuò i propri appelli e dichiarazioni liberali, sino a chiedere che il clero si occupasse dei rilevanti negozi della nazione aiutando presso i popoli la grande opera del pontefice, unificatrice dell'italiano risorgimento >v
Nella primavera del '48 Pio IX aveva emanato uno statuto che, sebbene ibrido per la sua origine, costituiva pure un'affermazione liberale. I Romani guanto ogni altra popolazione d'Italia continuavano con crescente fervore a credere e ad acclamare il pontefice quale capo cosciente e riconosciuto della riscossa nazionale; ciò implicava di fatto, se non ipso jure, la partecipazione del papa alla guerra contro l'impero d'Austria. *)
Sorprendente ed improvvisa giunse, quindi, per l'opinione pubblica l'allocuzione che Pio IX s'indusse a pronunciare nel concistoro segreto del 29 aprile 1848, sconfessando ufficialmente e clamorosamente quella politica, diremmo così italofila, più o meno effettivamente volontariamente manifestamente perseguita fino ad allora, politica che ai patriotti era apparsa come segnale e garanzia d'indipendenza e libertà nazionali, ai poteri costituiti come fomite di sovvertimenti politici e sociali.
Il potere temporale fu, con quest'allocuzione, definito nel suo esatto valore e modernamente trasformato nel suo contenuto, nel suo significato, nella sua funzione. Sostenemmo quindici anni fa questa nostra tesi in uno studio s) che ora intendiamo integrare con alcune osservazioni atte a porre l'accento sui rapporti psico-ideologici, di valore demodossalogico, intercorrenti fra Pio IX e l'opinione pubblica, in essi ravvisando i fattori determi-
*) Un ordine del giorno del generale Dorando, da Bologna, in data 27 marzo, s'era rivolto ai soldati forse chiamati ad adempiere grandi doveri, a compiere grandi sacrifici dalla voce della patria e di Pio, suo santo rigeneratore . AI forse non si badò... ; ma il ministro delle armi dello Stato pontificio mandò subito al generale un acerbo rimbrotto per quella sua imprudenza arbitraria.
-) Un'allocuzione pontificia del 10 febbraio, che leggevasi affissa per i muri di Roma, diceva tra l'altro: Romani, ascoltate la voce rassicurante del vostro padre, e non vi commova quel grido uscito da bocche ignote ad agitare i popoli d'Italia con uno spavento di una guerra straniera aiutata e preparata da interne congiure e da malevola inerzia dei comandanti. Questo si è inganno... . Ma infine la benedizione invocata sull'Italia non fece allora nemmeno badare a questa parte dell'allocuzione. Una reazione difforme da quella attesa da parte di chi l'ha provocata è del resto la più idonea a far gradii aImente invertire rotta al soggetto agente.
) L'educatore sorse, infatti, il 2 gennaio 1817, mentre Io concessioni sulla stampa furono, com'è noto, del 15 marzo successivo.
V Che le popolazioni tedesche interpretassero pur esse in questo senso l'atteggiamento della Santa Sedo è stato già provato; anche i liberali d'Austria, che tante noie procuravano al proprio governo, si trovavano con esso conseuziouti nel non voler cedere le posizioni occupate nel Lombardo-Veneto. Il 10 aprile il Ponsomby scrivevo al Palmerston da Vienna: Nelle popolazioni continua ad esserci un forte risentimento contrario agli Italiani e l'insulto fatto l'altra sera al Nunzio è un sintomo di ciò.
5) La trasformazione del potere temporale dei papi (L'opinione pubblica e Pio IX), Padova, La Gaxangola. 1939 (3* ediz.: Cya, Firenze, 1943).