Rassegna storica del Risorgimento

MARINA AUSTRIACA
anno <1918>   pagina <411>
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L'Austria navale
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questa gara di costruzioni navali. Dopo tutto nella Monarchia non esistono propositi ostili verso l'alleata. I tedeschi, i magiari, la mag­gioranza delle popolazioni soggette sono, per educazione, per senti­mento, i naturali amici dell'Italia !
Glie cosa può temere dunque l'Italia da un vicino, pel quale il passato è un capitolo chiuso? L'Austria è una potenza difensiva e tale rimarrà. Ma la fretta delle costruzioni navali prova che l'al­leanza non ha saputo creare quei rapporti di reciproca fiducia che permetterebbero di procedere più lentamente negli armamenti. Delle dreadnouglttei mio Dio, se ne costruirebbero certamente* non sfugge e ciò nessun paese che abbia coste da difendere ; ma si costruireb­bero senza le continue occhiate sospettose al cantiere vicino e si riu­scirebbe anche ad avere dei riguardi per i contribuenti.
Argomentazioni evidentemente ipocrite. Nel fondo non contene­vano altro che l'insidia d'indurre i nostri dirigenti a rallentare la co­struzione delle- rmclnoughiis progettate. Ma poi* le argomentazioni austrìache astraevano dalla diversa situazione marittima dei due paesi. L'uno eminentemente terrestre, 1* altro eminentemente ma­rittimo. LÌ*-;UILO con pochissime coste ed in un solo mare.; l'altro con coste estesissime ed in tre mari. L'uno con emigrazione' '/ co­lonie quasi nulle; l'altro con emigrazione e colonie importanti; In sostanza : se l'Austria armava in modo sproporzionato ai suoi bi­sogni internazionali, essa non poteva armare se non contro l'Italia. Viceversa l'Italia nei suoi armamenti navali sempre iBiféi?:ÌQtii,.del re­sto, all'importanza sua mediterranea, armava con mire ben più vaste, che andavano al di là d'un eventuale conflitto coli'Austria. Perciò nell'esposizione di quelle argomentazioni ipocrite e nella speranza che venissero accolte, l'Austria tendeva ad avere in mano le due pro­babilità per batterci. Sentivasi essa sicura allora d'aver superiorità di forze terrestri sull'Italia ; bisognava che questa a sua volla non avesse superiorità di forze navali sull'alleata.
Intanto l'ammiraglio Éntecuccolk ichè' amministrava e coman­dava l'I. R. marina' austjfà-tìngarica come se fosse proprietà privata dell'imperatore;, facevai impostare nuove navi corazzate sui cantieri governaiàvi é jpgjféP Mon falcone, Trieste, Pota e Piume, senza che le Delegazioni concedessero fondi,1 Migliorava le condizioni difensive
i XIQ apese eccezionali per quegli armamenti navali esagerati - data la limi­tato ostensione delle costa aiislro-ungnriehe - non erano sempre rotate dai Par­lamenti dì Vienna a di Budapest, appunto per quello spiritò: antfcnavalé, che mai sempre prevalse nelle menti dei dirigenti della politica della duplice Monarchia.