Rassegna storica del Risorgimento

1848 ; PIO IX
anno <1956>   pagina <528>
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Federico A. Perini-Bembo
sicurezza dello Stato della Chiesa, mai col proposito dì muovere guerra all'Austria. E importante che al chiaro proposito di pace e di mante­nimento dello statu quo, espressi nell'allocuzione, si accompagni implicita­mente ed esplicitamente la volontà di preservare eon la forza il potere temporale.
Il papa, quindi, rigetta nel cospetto di tutte le genti il programma subdolo di quanti vedono in lui il presidente di una nuova repubblica fede­rativa italiana. Programma pernicioso all'Italia stessa e pericoloso, egli afferma, perchè causa di intestine discordie.
In quanto a Noi prosegue Pio IX dichiariamo di nuovo che il Pontefice romano rivolge ogni suo pensiero, cura e studio a ciò che il Regno di Cristo, cioè la Chiesa, sempre più si dilati; non già che si dila­tino i confini del principato civile, che la Divina Provvidenza volle donato a questa Sede a proteggere la dignità di essa ed il libero esercizio del supremo apostolato. Queste parole, cui allora non si seppe attribuire l'importanza delle precedenti, costituiscono invece il nucleo principale dell'allocuzione: quello da noi rilevato nello studio dal quale abbiamo preso le mosse. J)
L'allocuzione si lamenta ancora delle pubblicazioni contrarie alla reli­gione, ai costumi, all'ordine sociale (subdoli consigli manifestati in vari libri e giornali; funestissimo uso, singolarmente propagato nei nostri tempi, di pubblicare ogni genere di libri dannosi), terminando con l'in­nalzare la preghiera di rito a Dio Ottimo Massimo.
Anche nella seconda parte quindi la preoccupazione dell'opinione pub­blica costituisce la nota dominante.
Immediati e rilevanti furono gli effetti dell'allocuzione soprattutto in Italia. Essa colpiva quel complesso programma d'idee, formato dalle varie correnti liberali e cattoliche, fermenti attivi dell'azione rivoluzionaria in tutta Europa.
La primitiva adesione sopravvalutata tale del pontefice al nco-guelfismo nazionale aveva elevato le aspirazioni dei patriotti sul piano di una causa santa, aveva contribuito quale fattore principale a popolariz-zarle, divulgandole ed affermandole in numerosi strati sociali, dove non sarebbe potuta arrivare alcun'altra propaganda laica.
S'insistette e s'insiste nel presentare Pio IX, nel '48, posto definitiva­mente innanzi ad un bivio: od essere il capo di una chiesa universale oppure il condottiero politico della nuova Italia; il primo partito escludeva il se­condo e, si aggiunge, non è stata certo colpa del papa s'egli ritenne impos­sibile soddisfare ad un tempo l'opinione pubblica come italiano e come capo della chiesa cattolica.
Sembra a noi invece che se, apparentemente, Pio IX lasciò insoddi­sfatta quasi tutta l'opinione pubblica corrente, sostanzialmente dall'opi­nione pubblica pungolato e costretto e ricorrendo al proprio lungimirante buon senso egli sia riuscito, all'opposto, a trovare in una moderna con­cezione trasformatrice del potere temporale, annunziata nell'allocuzione del 29 aprile '48, quella conciliazione fra sentimento religioso e sentimento nazio­
ni Ved. nota a. 5, a p. 526.