Rassegna storica del Risorgimento
1848 ; PIO IX
anno
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1956
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pagina
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532
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S32
Federico A. Perini'Bembo
scendo la sovranità del pontefice sulla Città del Vaticano, mentre la Santa Sede, da parte sua, ha dichiarato definitivamente ed irrevocabilmente composta e quindi eliminata la questione romana riconoscendo il Regno d'Italia sotto la dinastia di Casa Savoia, con Roma capitale dello Stato italiano . *) La conciliazione è la dimostrazione che la questione romana era stata posta nei snoi termini realistici da Pio Iì sedici lustri prima.
La Chiesa abdicava, in favore della religione cattolica, ad ogni suo privilegio territoriale tradizionale, per non degradarsi a competere nelle lotte materiali, per non scatenarsi addosso Tonta della tirannide. Nello stesso tempo, riaffermando lo stato temporale a sostegno della religione, ribadiva come la chiesa cattolica non potesse farsi paladina di un qualsiasi movimento nazionale, a favore quindi di una particolare nazione, ma dovesse effettivamente e sotto tutti gli aspetti continuare ad essere supernazionale.
Quest'innovazione era un'esigenza dei tempi, ma non sarebbe stata mai proclamata se le aspirazioni dei popoli, le passioni gli interessi le volontà di minoranze decise sempre più stridentemente antitetiche con i retrivi governi del tempo prorompendo con foga inusata e cocente fervore a mezzo della stampa e dei giornali e dei fogli volanti in ispecie, dei discorsi infiammati d'entusiasmo e d'improvvisi comizi nei circoli politici, a mezzo della stessa poesia, della musica, del teatro, delle discussioni e degli scritti scientifici, a mezzo di una propaganda diffusa inebriante irresistibile,2) non avessero influito con deciso valore sulla mente e sull'animo di un pontefice, singolarmente sensibile. L'allocuzione è il prodotto di un processo psico-sociale, a comportamento che chiameremmo osmotico, dato dai rapporti intercorrenti ed interdipendenti fra la opinione pubblica, nel suo multiforme e tumultuoso traboccare, e la personalità di Pio IX, considerata nella sua interezza biopsichica. 3)
L'opinione pubblica risulta pertanto il motivo primo dell'allocuzione e la sua vera generatrice.
Ciò che in definitiva non può meravigliare, perchè nel 1848-49 è l'opinione pubblica nella gamma infinita delle sue correnti e sfumature disarmonicamente mescolate che provoca gli avvenimenti, prima e al di sopra dei programmi e degli intendimenti di governi e di uomini politici, al punto tale da far commettere a questi errori gravissimi. Cosi da ritardare, in Italia almeno di un ventennio, la realizzazione delle più immediate aspirazioni.
FEDERICO A. PERINI-BEMBO
1) Perciò le parole che scrìsse nel 1929 il capo del governo italiano (ved. B. MUSSOLINI, Diuturna, Milano, Alpes, p. 398) corrispondono in pieno al pensiero espresso da Pio IX ottanta anni prima: Bisogna renderai conto che la Chiesa Cattolica non può oltrepassare un certo limite. Non si può pretendere di farne una chiesa nazionale a servigio della nazione. La forza, il prestigio, il fascino millenario e duraturo del catolicismo lo dico la stessa parola è nel suo universalismo. Per questo Home A l'unica citta dello terra che può chiamarsi universale .
2) La propaganda spontanea dominava ed annullava le zone di pubblico inerte, larghe sì ma sempre meno rilevanti per il fascino trascinatore che anche fra i più umili rappresentava vieppiù l'ideale risorgimentale (bastino i nomi dei tonti e tanti popolani accorsi volontari ai richiami, non materialmente, allottanti, di Garibaldi).
3) Sotto questo profilo lo figura di Pio IX merita uno studio specifico approfondito; essa deve venir esattamente considerata sullo sfondo di'-un complesso d'opinioni pubbliche nelle quali rientrano le opinioni più ristrette dell'ambiente vaticano, sia favorevoli che, specialmente, contrarie a quelle esterne.