Rassegna storica del Risorgimento
1847-1849 ; LUCCA ;"PIA AGGREGAZIONE CATTOLICA"; CATTOLICI
anno
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1956
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pagina
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548
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a 548 Mirena Stanghellini
... La mossa [per perorare la libertà della Chiesa] deve partire dal clero di Lucca. Senza uscire dalla legalità impieghiamo tutti i mezzi che la prudenza come utili approva all'interno. Dopo il vostro superiore ecclesiastico, bisogna fare agire le persone pia influenti del colto laicato di Lucca.... '> Da queste parole appare evidente che alle sne origini l'Associazione cattolica lucchese non si proponeva di costituire una vasta organizzazione di massa, bensì tendeva a raccogliere gli elementi più colti e influenti del laicato, Che potessero, al presente, essere un valido appoggio nell'attuale lotta antigiurisdizionale, e successivamen te formare i quadri dirigenti di un movimento cattolico più vasto, di cui si sentirà realmente il bisogno, a mano a mano che il mazzinianesìmo, il liberalismo e il socialismo appariranno come una minaccia di scristianizzazione della società. Ma gli elementi colti che avrebbero potuto allearsi al clero lucchese, contro il giurisdizionalismo toscano, non potevano appartenere né al cattolicesimo liberale, né tanto meno a una corrente democratica, -) proprio per la stessa incompatibilità d'interessi culturali e politici. Non restava che la corrente conservatrice, l'unica che s'impegnerà fino in fondo, nella lotta al suo fianco. Questa per lunga tradizione culturale era stata sempre la più vicina al clero, dopo la restaurazione aveva sostenuto e diffuso le dottrine del La Mennais teocratico 3) con lo stesso ardore col quale lo combattè dopo che ebbe pubblicato: Des progrès de la revolution et de la guerre contre VEglise. 4) I più autorevoli esponenti di questa tendenza erano inoltre quasi tutti membri della nobiltà, appartenevano in una parola a quella classe, che al pari del clero, veniva ad essere la più colpita dal recente mutamento politico, e dal contraccolpo economico. L'economia, lucchese nella prima metà dell'ottocento era infatti un'arretrata economia agraria, basata essenzialmente sul sistema mezzadrile enfiteutico e livellare. La proprietà terriera, nonostante la prima scossa subito sotto i Baciocchi, restava ancora per quasi una metà di proprietà ecclesiastica e l'altra metà era concentrata pressoché interamente, specialmente i terreni di pianura più redditizi, in mano a un centinaio di famiglie senatorie. 5) La reversione del ducato alla Toscana, dette la spinta definitiva allo sgretolamento della grande proprietà nobiliare ed ecclesiastica. Sul
') Araldo, 1848. n. 102, p. 65, Dd Diritto Regio. Sotto questo titolo VAraldo pubblica ài-cune riflessioni di un vescovo toscano, tratto da una lettera a un personaggio lucchese;Non; si sa né il nome del vescovo nò quello del destinatario,
-) Queste due correnti politiche, liberale e democratica, avevano il loro organo di stampa Tuna udì giornale La Riforma (1847-1850) l'altra nel giornale L'Impavido (1847-1848).
3) Progmalogia, 1828, IT, pp. 1-25, Memoria suU'educasion* del popolo dell' ABATE FRANCESCO DB LA MENNAIS. Progmalogia, 1829, HI, p. 239-268, Sull'influenza dello dottrine filo* sofiche sulla Suoiotà, Memoria dell'ABATE FRANCESCO Dia LA MENNAIS;'Pragmalogia,J829, ITI, p. 51-64, Osseroasiani del T. D. Gioacchino Ventura sulle opinióni filosofiche dei signori DE BONAT.I>, DB MAISTBE, DE LA MENNAIS e LAURENTTE. Progmalogia, 1829, IV, pp. 147-168; pp. 225-232, Pontieri diversi dc/PABATE DB LA MENNAIS.
4) Pragmalogia, 1:831, X, pp. 142-222, Del Potarti Ragionamento dd Co. GRIMALDI. Pro-omologia, 1831, XI, pp. 5-47, Della dolatioM della Chiosa. Cattolica. Ragionamento del Cav. GRUMA uau
*9 Cfr. C SARO, Ricclume e miseria nello nostre campagne, Lucca, 1910. A. MAZZAROSA, Òpere, V. Lucca, 1886, p. 15, doc. pp. 119-122. Osservazioni sul patrimonio ecclesiastico luccltese, in Araldo, 1848, n. 99, p. 33. Il patrimonio ecdvsiustico lucchese, in L'Impavido, 13 gennaio 1848, n. 3, pp. 10-11.