Rassegna storica del Risorgimento

1847-1849 ; LUCCA ;"PIA AGGREGAZIONE CATTOLICA"; CATTOLICI
anno <1956>   pagina <549>
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Le origini della Pia aggregazione cattolica 549
finire del '47, profittando della libertà di stampa, VAraldo., il battagliero giornaletto, appendice della Pragmalogia Cattolica, che da vent'anni dirìgeva e formava l'opinione dei cattolici lucchesi, inizia una vasta campagna contro il giurisdizionalismo leopoldino, di origine protestantica ed austriaca e concentra intorno a sé tutte le forze conservatrici. Appena pochi mesi più tardi tali forze saranno in grado, contro ogni aspettativa degli altri due par­titi, il democratico e il moderato, di presentarsi alle elezioni politiche e di riuscire, l'una e l'altra volta, in giugno e in novembre, col maggior numero di eletti. l) Nelle dolorose circostanze in cui versava la chiesa lucchese, niente parve infatti più opportuno al vicario capitolare 2) di un vigoroso intervento nelle elezioni politiche allo scopo di avere un buon numero di deputati vera­mente cattolici che sostenessero i diritti della chiesa lucchese e le necessità di ratificare il concordato tra Firenze e la S. Sede.
Particolarmente significativa in tal senso la lettera che mons. Berto-lozzi invia ai parroci e ai confessori, in occasione delle elezioni: questa let­tera ci è anche assai utile per definire il pensiero del futuro fondatore della Pia aggregazione cattolica circa i rapporti che devono correre ira Stato e Chiesa. Dopo aver ribattuto che i deputati debbono essere non solo pratici del gius pubblico e della pubblica economia, ma degni sostenitori dello Stato e della Chiesa li esorta a inculcare bene negli elettori la massima incon­testabile, inconcussa, che la Chiesa non è e non può essere schiava dello Stato, ma che sono due potestà distinte, non rivali fra loro e non mìmiche;., due costitutivi essenziali della società cattolica, si come spirito e corpo costi­tuiscono essenzialmente la natura umana: dividerli non si può senza distrug­gerli e nemmeno limitarli senza intristirne le condizioni. E il vicario capi­tolare conclude insistendo ancora sulla necessità della distinzione fra i due poteri, ma affermando l'indiscussa superiorità della Chiesa sullo Stato in quanto la prima riconosce l'origine divina; lo Stato è una pura istituzione umana .3) L'intervento del clero portò a una netta vittoria del partito conservatore. Ciò rese possibile, il 3 febbraio del '49, un vigoroso intervento nel parlamento toscano del marchese Cesare Boccella in sostegno dell'indi­rizzo del clero e popolo lucchese, reclamante l'abolizione del Begio Diritto e la ratìfica del concordato con la S. Sede. *) Dopo aver sostenuto che il Regio Diritto è incompatibile con un regime di libertà, con un regime costi­tuzionale, chiede per il clero lucchese, insieme alla libertà di poter svolgere la propria attività religiosa, il diritto di aministrare i propri beni senza
1) Sulle vicende elettorali a Lucca noi giugno e novembre 1848, cfr. il mio articolo: Il movimento cattolico eco. cit., pp. 87-90
2) Mone. Paolo Bectolozzi (1794-1867), vieurio capitolare a Lucca (9 luglio 1846-2 gen­naio 1850), poi veaeovo di Montalctno.
3) Araldo, 1848, pp. 187-191. Lettera tlidl'Ordinarlo di Lucca ai Reverendi Parrocbi e Confessori nell'occasione ebe ai radunano i Collegi Elei tonili per la Nomina dei Deputati al Con­siglio Legislativo Toscano. Lo. lettera è preceduta da un articolo in cui si riportano gli avverti­menti di monti. Luigi Moreno, vescovo d'Ivrea impartiti al clero e al popolo della sua diocesi, soia doveri degli elettori de* Deputati al Parlamento "Nazionale. Il testo completo della lettera e riportato nel mìo articolo precedentemente citato, pp. 8B-89.
4J' Cfr. Il resoconto dello seduta parlamentare del 3 febbraio 1849 in Le Assemblilo del Risorgimento, Tostano, voi. LI, p. 763 e sgg. Il discorso del deputato C. Hoccella ò riportato con largo commento il 14 febbraio 1819, in Araldo n, 153, pp. 80-85.