Rassegna storica del Risorgimento

1847-1849 ; LUCCA ;"PIA AGGREGAZIONE CATTOLICA"; CATTOLICI
anno <1956>   pagina <550>
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550 Mirena Stanghellini
per questo svincolarsi dalle leggi dello Stato ossia chiede in sostanza la intangibilità delle manimorte, senza per questo reclamare l'antico privilegio del godimento assoluto dei beni. Prima di terminare il suo discorso il Boc­cetta accenna accortamente ai buoni rapporti che sempre sono corsi fra proprietari e contadini, clero e popolo in Lucchesia; e come al benefico intervento dei parroci e all'associazione del contadino col proprietario sia dovuto il mantenimento dell'ordine e della pubblica quiete. Conclude invocando un concordato che tranquillizzi le coscienze dei Lucchesi, e Io dichiara necessario non solo per togliere loro tanto disagio, ma perchè vi­viamo in tempi in cui l'unione fra la Chiesa e lo Stato non può essere mai troppa.
Intanto, però, non era sfuggita al Governo toscano l'attiva propaganda antigiurisdizionale svolta dall'Araldo: *) per questo aveva ordinato al pre­fetto di Lucca di sorvegliare il giornale per sottoporlo a censura preventiva. Invano il direttore, Francesco Baroni, ribatte il carattere apolitico del pro­prio periodico, e risponde al prefetto: le materie che contiene... o son sto­riche o scientifiche o riguardanti principalmente la religione. L1'Araldo d'ora in poi deve sottostare alla legge sulla stampa del maggio '48, che implica il controllo da parte del Governo dei giornali a carattere politico o politico-letterario. Ora V Araldo non era in realtà un organo dichiaratamente politico, conservava anzi, prevalentemente, il suo carattere religioso, ma appunto perchè era l'esponente della corrente cattolica ai riteneva obbligato a non ignorare le questioni politiche, soprattutto quando queste toccavano la reli­gione e i suoi interessi. Per questo il giornale sarà sempre oltremodo inviso al Governo toscano. Frequenti, d'ora in poi, sono le minacce, le riprensioni dei prefetti ai direttori e collaboratori del periodico. 2) Questa sorveglianza della polizia non contribuiva certamente a ridurre l'avversione che già esi­steva nei riguardi del regime leopoldino. Tale avversione, dopo la restaura­zione granducale, si concreta in una tendenza separatista, che guardava allo stato piemontese come a un liberatore.
È per questo che, nel decennio 1849-59, le tendenze politiche degli intransigenti coincidono a Lucca con quelle dei cattolici liberali e dei demo­cratici i quali, alla loro volta, mal sopportavano l'asservimento del Governo granducale alla politica austriaca. 3)
Ad aumentare i sospetti del Governo toscano contribuì ancor più la notizia di un circolo che si era costituito tra il gruppo direttivo dell'Araldo
1) Archìvio privato Mazzei: Filza 68, ina. 19, foL 161. Rapporto al principe del ministro Mazzei rimesso il 23 settembre 1849 (Sullo stato della Chiesa in Toscana). Il Mazzei scrìve: ... Con che armi il Giornale Araldo combatta tatto il nostro diritto pubblico Ecclesiastico ninno è ormai che non sappia. E che VAraldo sia l'organo di quella parte del clero lucchese che coalizzato con Roma batte in breccia il Governo, non è neppure da domandare... .
S) Archivio di Stato di Lacca (A. S. L.) Prefettura, 1848, Filza 144, ina. 2961.
3) Nel 1859 i clericali lucchesi, dimentichi delle leggi Sfocerai, si uniscono ai liberali por inviare un indirizzo a Vittorio Emanuele, auspicando la vittoria delle armi piemontesi e a que­sto scopo si fanno pubbliche proghiere nelle Chiese. {Araldo Cattolico, 1859, n. 25, p. 203: In­dirizzo del Municipio di Lucca a S. M. Vittorio Emanuele LI). Ma nel febbraio del '60 il prefetto sequestra il u. 5 dell'Araldo, condannandolo a un mese di silenzio, per un articolo giudicato UH atto di opposizione al Decreto del Governo, dbolitivo del Concordato stipulato in addietro con la S. Sede e tale da portare turbamento nelle coBcionzo o divisioni negli animi dei citta-