Rassegna storica del Risorgimento

1847-1849 ; LUCCA ;"PIA AGGREGAZIONE CATTOLICA"; CATTOLICI
anno <1956>   pagina <552>
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552 Mireaa Stariglieli ini
tici di cui si vuol fare spaccio in Italia . ') E veramente il vigore che ogni giorno di più sta prendendo la propaganda anticlericale non può non allar­male vescovi e parroci.
Il protestantesimo che non è mai riuscito a farsi strada fra gii Italiani come aperta confessione religiosa, riesce, collegandosi variamente alla cul­tura liberale, alle polemiche contro il temporalismo o contro rautoritarÌ6mo della Chiesa di Roma, a far breccia nell'opinione pubblica. Si ristampano e mettono in giro opuscoli come II benefizio della morte di Cristo attribuito ad Àonio Paleario,2) e insieme a molte bibbie protestanti si diffondono opere che combattono l'origine divina dell'autorità del papa e difendono la Ubera interpretazione delle Scritture. ' )
La propaganda protestante era aiutata indirettamente dagli scritti di quei pochi studiosi che sentivano viva l'esigenza di riportare la Chiesa alla purezza delle origini, spoglia di ogni interesse temporalistico. 4) Son questi degli ipo­criti dice il vicario capitolare perchè sotto manto di zelo sono i più fieri nemici del papato: e chi odia il papato, chi fa delle distinzioni al papato ingiuriose, chi ne deroga i diritti, chi si attenta scemarne come che sia il decoro e i privilegi onde luminosamente risplende, non è cattolico .s)
Per aiutare il papa e dimostrargli la propria fedeltà non solo a parole, ma con i fatti, era stata organizzata in tutto il mondo cattolico una vasta opera detta del Denaro di S. Pietro. Anche V Araldo ha promosso la rac­colta di questo denaro tra i Lucchesi e pubblica le offerte dei numerosi oblatori della città e della campagna. Nel luglio la direzione del giornale invia al Santo Padre, a Gaeta, mille francesconi. 6) Da ciò vivamente com­mosso Pio IX non si limita a far ringraziare i Lucchesi dal suo segretario di Stato, card. Antoneili, ma egli medesimo invia una commossa lettera di ringraziamento al direttore, mons. Telesforo Bini. ")
1) Araldo, 1849, n. 163, p. 173 e sgg.
2) Pisa, Tip. Nistri, 1849.
3) Cfr. i numerosi opuscoli ed articoli di L. DB SA-STÓH, E. MONTAZIO, A. FRANCHI, in particolare gli articoli di MONTAZIO su Jl Popolano, edito a Firenze (8 gennaio18 mnggio 1849). La lettera di mons. F. Mùnteci, arcivescovo di Firenze ai parroci delle città e diocesi (6 novem­bre 1849): mons. Minucci esorta a combattere contro i perversi settari che alla religione Cattolica vogliono sostituire il veleno mortifero della Protestante Riforma e raccomanda di unire all'insegnamento del Vangelo l'insegnamento del catechismo romano. (Archivio Arci­vescovile di Firenze. Lettere episcopali di mons. Minucci). Archivio privato Mazzoli F. 68, ins. 85, Ibi. 372. Copia dell'indirizzo degli arcivescovi e vescovi della Toscana al granduca Leopoldo IT (2 gennaio 1850). Vi si lamenta Fra l'altro la diffusione di errori e pregiudizi ai danni della Religione cattolica.
In generale sulla propaganda protestante in Italia durante questo perìodo cfr. S. JAGINI* Un riformatore toscana del secolo XXX. P. Guicciardini, Firenze, 1940; A. GAMBARO, Riforma religiosa nel carteggio di R. Lambnischi ni, 2 voi. Firenze, 1926. F. GIORDANI, I protestanti alla conquista d'Italia. Milano, 1943, pp. 40 e sgg. Un accenno c'è anche in G. GENTILE, Gino Capponi e la cultura toscana nel secolo XIX, Firenze, 1942, p. 17..
4) Anche il Croce osserva che lo sforzo di quei pochi isolati riformatori italiani come il Gioberti, il Lambruschini, il Ricasoli, e gli altri miranti u una rigenerazione della Chiesa cat­tolica sarebbe riuscito a un rinnovato protestantesimo distruttore della Chiesa Cattolica. Cfr. B. CUOCE, Storia d'Italia, Bari, 1942, p. 68.
s) Ariddo, 1849, n. 163, art. eh. Sì Equivalenti a lire lucchesi 7500.
7) Le due lettere delPAntonelli e del Papa, tono pubblicale ncll'.iruldo, u. 177, del 1 ago­sto 1849, p. 53.