Rassegna storica del Risorgimento
1847-1849 ; LUCCA ;"PIA AGGREGAZIONE CATTOLICA"; CATTOLICI
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1956
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553
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Le origini della Pia aggregazione cattolica 553
Il 19 novembre il giornale aveva raccolto altri sctteccnlodiciassette ducati*) conducendo a termine un'opera, la quale attesterà ai presenti e ai posteri la profonda devozione dei Lucchesi verso il vicario di Gesù Cristo in tempi d'ingrata, ma solenne ricordanza. 2) L'obolo di San Pietro voleva essere infatti non solo un arato materiale, ma anche una manifestazione concreta di fede politica e cristiana, 3) di attaccamento e amore alla causa del papa. Intanto quell'idillio che pareva delinearsi in un primo tempo dopo la restaurazione del Governo granducale tra clero e Governo4) fa subito guastato dal riaccendersi della lotta giurisdizionale. In questo momento delicato è più che mai necessaria la collaborazione dei laici e monsignor Bertolozzi concede alla Pia Aggregazione Cattolica l'istituzione canonica con decreto 30 luglio 1849. s)
Gli intransigenti lucchesi vedono nel giurisdizionalisuio, nella propaganda protestante e nelle teorie rivoluzionarie altrettante minacce per la religione e per la stessa società. 6) Vediamo dunque tutto il movimento conservatore lucchese che, pur senza un'organizzazione ben definita, aveva avuto molta parte nelle vicende politiche del '48, raccogliere e coordinare le proprie forze in difesa della religione e della società minacciate da quella triplice eresia. Motivi complessi convergono dunque nella costituzione di questa associazione religiosa e non tutti propriamente religiosi; ciò insospettisce tanto il Governo toscano, quanto, per ragioni diverse, i cattolici liberali.
Il proposito della Pia Aggregazione di concorrere con tutti i mezzi legittimi al mantenimento della fede e della morale; di promuovere l'istruzione religiosa tra il popolo e di estirpare gli errori che si propagassero contro la Religione non avrebbe dovuto dar motivo a sospetti tanto durevoli, ne portare il Governo a decretarne lo scioglimento. 7) L'ostilità governativa era nata invece proprio dalla formulazione aperta dello scopo fondamentale della società, scopo per la quale era sorta, e a cui tutti gli altri erano subordinati: difendere la libertà e indipendenza della Chiesa e delle sua istituzioni.
Invano gli aggregati per tutta risposta si appellano all'art. 14 dello statuto che costituisce la loro dichiarazione di principio: L'Aggregazione
.*) Equivalenti a lire lucchesi 4.270, 18 (clr. Araldo, 1819, n. 197, p. 315).
2) Lettera di mona. Massoni, incaricato di affari per la S. Sede a Firenze, in Araldo, 1849, n. 197, p. 315 e sgg.
3) Araldo, 1849, n. 156, p. 108.
*) Cfr. La circolare del ministero degli affari ecclesiastici in Araldo, 1849, n. 170, pp. 259-260 e l'ampio commento alla stessa (n. 17, pp. 265-268).
s) Archivio Arcivescovile Lucchese, Atti Vicariali, 1849. Frot. n. 104, doc. I (nota retroscritta).
(>) Amido, 18-19, a. 165, p. 207. Il Protestantesimo secondo il Proudhon (Art. riportato da
l'Echq du Moni Mane).
SA L'azione del clero lucchese venne ad aumentare involontariamente le difficoltà già notevoli per il concordato tra Firenze e la S. Sode di cui erano in corso le trattative. Per la storia di questo concordato vedasi A. M. U ETTANIN i, // Concordata di Toscana, Milano, 1933 in particolare: pp. 85-93. H. Moni, // Concordato dei 1851 tra la Toscana e la S. Sedei in Archivio storico italiano, 1940, pp. 4MB,194L pp. 133-146.