Rassegna storica del Risorgimento
1860-1870 ; CLERO
anno
<
1956
>
pagina
<
564
>
564
Morìa Luisa Trebiliani
Vi è invece chi giunge ad una attenuazione della formula cavouriana, come il Passaglia e gli scrittori che si riuniscono intorno al Mediatore e al Gerdil. Il Passaglia parla di Libera Chiesa e libero Stato , perchè considera contraria allo spirito del cristianesimo ed assurda di fronte alla ragione una separazione tale dei due poteri, per cui lo Stato agisca come se la Chiesa non esistesse: Lo Stato deve alla Chiesa una discreta e ragionevole protezione .') Ma il pensiero del Passaglia non è molto chiaro e rivela spesso incertezze e anche contraddizioni.
Sulla stessa posizione del Libera Chiesa e libero Stato si trova il Ger-diU che in una serie di articoli del 1867,2) col proposito di combattere il segregamento assoluto della Chiesa dallo Stato, afferma necessaria all'accordo Irai due poteri la loro netta distinzione. Ma questo periodico, che pur è pas-sagliano (anche se il teologo romano non vi ha avuto una parte preponderante), si distingue dalla pubblicistica del clero nazionale, sia per un tono più profondo e meditato, che per una tendenza ad avvicinarsi al gruppo della .Rivista Universale.
Tra gli scrittori di opuscoli troviamo essere in maggioranza quelli che auspicano una riforma interna della Chiesa. Tra questi vi sono notevoli differenze: da coloro che non hanno idee molto chiare e vedono le cose più che altro da un punto di vista sentimentale, profetizzando l'avvento di una perfetta pace sulla terra, quando la Chiesa sarà ritornata alla sua primitiva purezza, a coloro invece che entrano nei particolari della organizzazione interna della Chiesa e ne chiedono una riforma in senso democratico. Particolare attenzione meritano questi ultimi,3) dei quali sarebbe interessante vedere come si sono formati, quali influssi hanno subito, e la portata stessa delle riforme proposte, che urtavano nell'opera centralizzatrice, compiuta durante tutto il secolo, dalla Chiesa, tendente ad una più rigorosa disciplina ecclesiastica e ad una completa sottomissione dei vescovi al papa e del clero ai vescovi. 4) Un programma di riforme ecclesiastiche secondo la tradì-' zione cattolicoliberale toscana, propone il gruppo fiorentino, che risente degli influssi del Lambruschini ed è legato al Ricasoli. 5) Per uno studio delle riforme proposte è di notevole interesse Pesame degli articoli pubblicati sull'argomento dall'esaminatore.6)
* CARLO PASSAGLIA, La questiono delV indipendenza e unità d'Italia dinanzi al clero, Firenze, 1861, pp. 58-59; EU II Mediatore, 1862, anno I, vi è una serie di articoli del Passaglia dal titolo: Dell'armonia tra i due poteri, il naturale dello Imperio ed il soprannaturale del sacerdozio.
2) Si vedano gli articoli ne II Gerdil, firmati da Benedetto Negri: Della libertà della Chiesa e dello Stato e di alcune cause per cui molte volte lo Stato è giunto a preponderare sulla Chiesa (1867, pp. 205; 233; 344; 369); La Civiltà Cattolica e gli articoli del Gerdil (1867, pp. 627; 660; 726; 737).
*) Tra i più interessanti è FILIPPO PERFETTI, Spirito della storia d'Italia, Discorsi VI, Prato, 1868.
4) A. C. JEMOI.O, Chiesa e Stalo in Italia negli ultimi cento anni, Torino, 1949, p. 285; B. AUBBRT, Lo pontificai de Pie IX, Parigi, 1952, pp. 282-287.
*) G. GENTILE, Gino Capponi ir In cultura toscana ivi setolo X TX, FimisW; 1924. A. AM-SAHO, La riforma religiosa nel carteggio inedito dì Raffaello Lamhritsóhinì, Torino, 1924.
*>) L'Esaminatore, periodico inteso a promuoverò la concordia fra la religione e lo Stato, fu fondato a Firenze da Stanislao Biancturdi, che lo riircase por cinque anni, dal gennaio 1864 fino