Rassegna storica del Risorgimento
1860-1870 ; CLERO
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1956
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pagina
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565
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Indicazioni su alcuni gruppi del clero nazionale 565
U motivo centrale è di riportare la Chiesa ai suoi primitivi ordinamenti, deponendo il dominio delle cose temporali, restituendo ai vescovi le loro prerogative, ai sinodi le loro incombenze e al clero e al popolo i loro antichi diritti. l) La riforma è considerata assolutamente necessaria e se non sarà fatta dalla Chiesa spontaneamente, i laici ve la constringeranno. 2> L'Esaminatore insiste ripetutamente sulla necessità della segregazione, che sola potrà portare quella armonia tra la religione e lo Stato, che a torto è stata cercata in forzati connubi, o in concordati mondani ed effimeri.3) Ma nel dare il proprio appoggio ai progetti di legge sulla libertà della Chiesa,4) il giornale fiorentino sembra mettersi sulla stessa posizione del Ricasoli: non lo Stato che guarda la Chiesa vivere, ma lo Stato che aiuta la Chiesa a riformarsi.s)
Vicino al gruppo fiorentino, pur non essendo toscano, è Eusebio Reali che, oscillante in un primo tempo tra il concetto di distinzione e quello di separazione dei due poteri,6) finisce poi coll'accettare le idee di riforma e chiede anch'egli per il laicato la partecipazione alle dispute, all'elezione del ceto gerarchico, all'amministrazione dei beni temporali della Chiesa.7)
Interessante è anche la posizione di un umile parroco piemontese, Pietro Mongini, di Oggebbio sul Lago Maggiore, che gravitava verso il clero lombardo, faceva parte della Società ecclesiastica di Milano ed era nello stesso tempo un attivo corrispondente dell'esaminatore. Appartiene a quel clero minore, di cui, se si escludono gli indirizzi o le adesioni pubblicate su alcuni giornali conciliatoristi, 8) abbiamo pochi scritti. I pubblicisti si trovano in genere tra il clero intellettuale cittadino: prelati, canonici, abati, monsignori.
Il Mongini vuole difendere la formula cavouriana dagli attacchi di coloro che la sentono già logorata: invece di porla in ridicolo, egli dice, studiamola seriamente sotto ogni aspetto, onde vedere gli ostacoli che ne impedi-
alla morte nel dicembre 1868. Il giornale continuò poi sotto altra direzione, con lo stesso indirizzo fino al 1870.
H Bilanci ardi (v. Stanislao Bianoiardi, educatore e propugnatore della Riforma cattolica {cenno biografico a cura dei suoi figli), Firenze, 1912) era stato in gioventù molto vicino al Lambru-sebìni, che lo aveva voluto sotto-direttore all'Istituto di S. Gerbone. Si era poi sempre appassionato ai problemi religiosi e pedagogici. Dal 1859 sotto lo pseudonimo di Prior Luca aveva cominciato a pubblicare Le Veglie, con le quali raggiunse una discreta notorietà. In queste Vegtit come attraverso le pagine deWEsaminatore, egli sì mostrava convinto assertore della riforma cattolica e, a prepararle il terreno, egli, laico, aveva fondato il giornale, che apriva le sue colonne alla collaborazione di chiunque tendesse ad una conciliazione, ma soprattutto ai sacerdoti, che avevano cosi la possibilità, anche sc sotto il volo di uno pseudonimo, di esprimere le proprie idee, opinioni e proposte riguardo alla riforma.
1 ) V. i vari articoli sullo Svolgimento del programmai L'Esaminatore, 1864, anno I.
2) L'Esaminatore, 1867, anno III, n. 7, p. 155.
3) Esaminatore, 1865, anno II, tt. 15, p. 325; 1866, anno IH, n. 10, p. 233.
*) L'Esaminatore, 1867, anno IV, n. 1-2, p. 9; n. 3, p. 34; n. 5, p. 65; n. 15, p. 241; 1868, anno V, n. 18, p. 142; un. 21-22, p. 165.
*) F. CHABOD, Storia della politica italiana dal 1870 al 1B6 Bari, 1951, p. 221.
6) EUSEBIO RBAW, VAbate Pastaglia e il Sig. Guìsot, op. cit.,; Roma, il Papato e l'Italia, Torino, 1864; Se il dittilo internazUmah' sia applicabile alle relazioni fra lo Stato e la Chiesa, Bologna, 1865, pp. 17-19,.
7) EUSEBIO BEASI, ita Chiesa e lo Stato innanzi al popolo Uni inno, Siena, 1867, pp. 83-84 e p. 104.
8) Tra gli altri! Indirizzo al Papa del Municipio di Soriano in Ctitehnn Ultra, firmato da un groppo di sacerdoti (VEsaminatore, 1864, anno I, ti. 3. p. 45). Alfiuni indirizzi si trovano 4tnebe sol Mediatore, 1862, anno 1. seni. I, p. 755.