Rassegna storica del Risorgimento
MARINA AUSTRIACA
anno
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1918
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pagina
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415
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L'Austria naoaU 415
Per meglio assolvere ai suoi compili, trasferì egli a Pola il suo ufficio, i suoi collaboratori e quella parte della Sezione Marina, aggregata al Ministero della Guerra, ch'eira a lui più particolarmente addetta, lasciando nella capitale dell'impero un suo delegato con poco seguito, pel disbrigo delle mansioni di carattere secondario.
Colla sua presenza e con quella dei suoi collaboratori a Pola si proponeva egli di meglio invigilare sulle sorti dell'I, lì, ina rinati rifatti col viverne di continuo la vita, col sentirne di continuo il contatto, egli si rendeva ragione immediata e chiara d'ogni suo bisogno, d'ogni sua esigenza. Così studiando di continuo il problema navale della sua monarchia, in rapporto agli avvenimenti politici della Balcania, vide subito (veramente per mire più vaste rivolte a ponente oltre che a oriente) la necessità dì rafforzare la base di Sebenico, di già munita dall'ammiraglio Montecuccoli. Sebenico per lui rappresentava, così com'era allora, un buon porto interno, riparato, facilmente difendibile, ma di limitala ampiezza, mentr'egli voleva trasformare quell'ampio specchio d'acqua, determinato dalle isole Zlarin, Provicio ed altre minori, che gli sono di fronte, in una basefnavale d'operazioni ideale. In una sua relazione alle Delegazioni scriveva: L'ampliamento' e il miglioramento degli impianti marittimi di Sebenico è teso indispensabile per potere, in caso di bisogno, decentrare Pola ; tale necessità fu resa manifesta in occasione della mobilitazione della flotta, durante la recente orisi Balcanica . Ma egli non dovette occuparsi subito solamente di Sebenico, dovette anche, per lo sviluppo delle costruzioni navali, preso dalle marine straniere, studiare un modo per ottenere dalle Delegazioni i fondi necessari per la costruzione di quattro miier-dreadnougMs. Così l'ammiraglio Hauss si trovò di fronte a quelle medesime di tfteollà già incontrate dal Montecuccoli per l'incremento dell'I. R. fio Ita, coH'aggiunta d'una questione di politica navale molto delicata in rapporto all'Italia, colla quale il suo governo era unito da un patto d'alleanza.
I dibattiti della stampa, ohe s'ebbero nei circoli politici austro-italici, come abbiamo accennato innanzi, allorché si trattò delkfpre-dreadnoughts e dreaclnougìda, non sarebbero mancati anche per queste altre ultra-potente navi da guerra da costruire. Navi di sfinii fatta, per una potenza navale quaPera quella austriaca, non sarebbero apparse giustificate se non dall'idea ch'essa volesse rivaleggiare con p-Italia, anch'essa intenta a studiare il modo d'avere aupor-fread-nouffhts, Pet attutire quindi i sospetti, per molcere le suscettibilità dell'alleata Italia, si ricorse da parte dell'Austria alle belle parole che nascondevano l'insidia, l'inganna* IBM ofle.