Rassegna storica del Risorgimento
1860-1870 ; CLERO
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1956
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567
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Indicazióni su alcuni gruppi del clero nazionale 567
intesa tra i principi cattolici e le aspirazioni liberali: il Passaglia afferma di non sentirsi affatto legato uè censurato rispetto alla propria opera di conciliatore e non vede nel Sillabo un mezzo idoneo per purificare la moderna società dagli errori che la invadono. Anche il Mongini non lo crede in verun modo obbligatorio nella coscienza per ciò che riguarda il lato politico} e teme che fomenti lo scisma religioso.
H pericolo di uno scisma è prospettato spesso da questi pubblicisti: ') responsabile ne sarebbe Roma col suo atteggiamento intransigente, contrario alle riforme; conseguenza di questo intransigentismo sarebbe ora anche una certa diffusione del protestantesimo in Italia, soprattutto in Toscana, con cui però questo clero nazionale non vuole avere niente in comune: ... noi ben lungi dall'accordarci coi protestanti sulle idee di una riforma, aderiamo invece a quelli scrittori, strettamente cattolici che in Italia, in Germania e altrove hanno trattato siffatto argomento.... 2J E il Reali, di fronte alle accuse di un amico romano che lo credeva diventato protestante, si ribella, definendola una spudorata calunnia.3)
La maggior parte di questi ecclesiastici, ad eccezione forse del gruppo napoletano, è sinceramente attaccata alla unità della Chiesa e non desidera allontanarsene, nonostante certi atteggiamenti di ribellione alle autorità romane e ai vescovi: la riforma deve operare dentro la Chiesa, non fuori o contro di essa.
Di fronte all'atteggiamento di questa parte del clero, è interessante notare invece la posizione intransigente della quasi totalità dei vescovi,4) da cui nasce la lotta a Milano contro mons. Caccia, vicario capitolare;5) il rifiuto alle funzioni religiose per lo Statuto anche da parte di quei vescovi che in principio avevano accondisceso, come mons. Limberti di Firenze, che pur un tempo non era stato immune da simpatie per Gioberti e per Tommaseo; 6) e la lotta del card. Riario Sforza di Napoli contro i preti della Società emancipatrice del clero. 7) Posizione che si rovescerà poi negli anni successivi, quando sarà scomparsala generazione che si era infiammata alle idee del '48 e il clero giovane sarà stato formato nella nuova atmosfera dei seminari, rigidamente
1) CABLO PASSAGLIA, LO scisma non è una minaccia dei rivoluzionari, ma un timore giustissimo dei cattolici, Torino, 1861. La Curia Romana e i Gesuiti, nuovi scritti del Cardinale DE ANDREA, di Mons. LIVERANI e del Canonico E. BEALI, Firenze, 1861, p. 102. PIETRO MONGINI, La cristiana procedura, op. cit., p. 15; La politica in confessione, op. cit., pp. 1920. LUIGI PBOTA GIORLEO, LO scisma e il clero liberale in Italia, Napoli, 1863. L'Esaminatore, 1866, anno III, n. 7, p. 155; ANTONINO ISAIA, II Papa-Re ed i cattolici dinanzi al Concilio, Firenze, 1869.
2) L'Esaminatore, 1864, anno I, n. 9, p. 170. 3.1 L'Esaminatore, 1866, anno HI, n. 9. p. 213.
4) Tra le poche eccezioni è da ricordare mona. Capato, vescovo di Ariano, che la Civiltà Cattolica dice essere il presidente onorario di tutte le società clcrico-liberali in Italia (Civiltà Cattolica, 1861, serie V, voi, I, p. 364) e mons. Di Giacomo vescovo di Alile; (F. Di DOMENICO, Il Cardinolo Sialo Riario Sforza, Napoli, 1905, p. 217; E. FEDERICI, Sisto Riario Sforza, Roma, 1945, p. 256).
*) [LUIGI VITALI], op. cit.* F. VUTADINI, Mons. Caccio ed una commissione di sacerdoti milanesi, Milano, 1861; G. BONACINA, Mona. Carlo Caccia e i suoi tempi. Memorie storiche (1802-1866), Milano, 1906.
6) G. SPADOLINI, L'opposizione cattolica da Porta Pia al '98, Firenze, 1954, p. 20; Mons. Umberti continua però spesso ad incontrare il favore del clero nazionale (L'Esaminatore, 1864, anno I, n. 3, pp. 40-41.)
7) F. Di DOMENICO, op. cit.; E. FEDERICI, op. cit.