Rassegna storica del Risorgimento

1860-1870 ; CLERO
anno <1956>   pagina <571>
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Indicazioni su alcuni gruppi del clero nazionale 571
al 1866 a combattere strenuamente la sua battaglia in favore dell'unità ita­liana. Questo periodico, ohe aveva avuto l'appoggio del governo, rappresenta il tentativo di riunire intorno a sé il clero nazionale di tutta la penisola e di costituirne l'organo per la diffusione e la discussione delle idee. Che l'aspi­razione del Passaglia fosse di collegare in una struttura organizzativa questo clero, lo dimostra anche il suo tentativo di fondare la Società ecclesiastica italiana della quale però, escluso lo Statuto, pubblicato sul Mediatore, non si hanno altre notizie.*) Unica manifestazione di una certa forza, cui è riuscito a giungere il Passaglia, è nel 1862 la Petizione dei novemila ecclesiastici. 2)
Importanti, per lo studio di questo periodo, sono anche gli altri due gior­nali passagliani di Torino: La Pace, quotidiano pubblicato dal 1 gennaio 1863 al 31 agosto 1864, e il Gerdil, uscito nel 1867, a sfondo più scientifico che politico.
Di notevole interesse sarebbe uno studio particolareggiato dell'atteggia­mento del clero della Lombardia in questi anni; qui è ancora viva la tradi­zione rosminiana (una delle figure più in vista è il teologo rosminiano Avi­gnone) ed è fortemente sentita l'indipendenza italiana, che in Lombardia significa liberazione dagli Austriaci. Prezioso è il lavoro di mons. Luigi Vitali, Le piaghe della Chiesa milanese,3) per uno studio dei contrasti nella diocesi tra clero liberaleggiante e intransigente: vi sono particolari riguardanti la lotta contro mons. Caccia; vi risalta l'antagonismo tra il clero secolare e l'or­dine degli Oblati e l'atteggiamento da un lato di personaggi della Curia e del Capitolo metropolitano, dall'altro di alcuni liberali, quali Biraghi, Airoldi, Lega. 4)
Tra i sacerdoti lombardi ricordiamo anche p. Antonio Salvoni, autore di un appello al clero italiano che incitava a studiare i nuovi problemi di li-
U Il Mediatore, 1863, anno II, sem. I, p. 347.
2) Il Mediatore, 1862, anno I, sem. I, pp. 673 e sgg. Dopo là presentazione di questa co­municazione al XXXIH Congresso nazionale di storia del Risorgimento è uscito un lavoro di A. BERSELLI, Documenti sulle trattative, per la soluzione della questione romana nel 1861, in Archivio storico italiano, 1955, disp. I, pp. 73-100, ove è pubblicata una lettera del Passaglia al Minghetti (scritta da Livorno il 25 agosto del 1861), in cui è dettagliatamente presentato il piano per una azione al fine di annoneggiare gli interessi della Chiesa e del Papato con quelli della nazione e del suo governo, 11 Passaglia vnole coordinare gli sforzi della parte mi­gliore del clero italiano per giungere alla pubblicazione di un periodico, per cui chiede mezzi al governo e indica i possibili collaboratori. Tra i nomi segnalati per ogni regione vi sono alcuni che non figurano in questa comunicazione e che sarebbe interessante conoscere più profondamente.
3) .[litncT VITALI], op. cit.,; su di lui vedi la voce di E. MICHEL, in Dixionario del Risorgi­mento Nazionale, a cura di AL Rosi.
i) Riguardo ai contrasti tra il clero e 11 vescovo e interessante un gruppo di lettere del­l'Archìvio arcivescovile di Lucca (Carte di mons. Arrigoni, 1862, inserto 44), che testimoniano l'intervento di mons. Arrigoni, arcivescovo di Lur.cn e di mons. Corsi, arcivescovo di Pisa, nel vano tentativo di metter pace tra le due parti contendenti; intervento che aveva avuto l'appro­vazione e il gradimento del Pontefice stesso, ansioso di far cessare la deplorevole scissione. del clero milanese. Le lettere scambiate tra il marzo e l'aprile del 1862 tra mons. Arrigoni e il Prevosto Giulio Ratti di S. Fedele, presidente della Società ecclesiastica di Milano, dimostrano nell'arcivescovo di Lucca un senso di comprensione ed un sincero desiderio di smussare gli angoli, onde evitare, sia dall'una che dall'altra parte, uà irrigidimento che avrebbe portato dolorose conseguenze e strascichi per lunghi anni.