Rassegna storica del Risorgimento
1860-1870 ; CLERO
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1956
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Maria Luisa Trebiliani
Berta perii raggiungimento dell'armonia tra la civiltà e la religione ] ) e mone. Pietro Emilio Tiboni, presidente dell'Ateneo di Brescia, una nobile figura di studioso di lingue orientali e di testi sacri, che La numerosi scritti improntati ad una profonda fede religiosa, ad un caldo amor di patria e alla ferma convinzione della bontà delle nuove Ubere istituzioni. 2)
Fin dal '59 a Milano era sorta la Società ecclesiastica, che rappresenta il primo tentativo del genere in sede regionale; censurata pubblicamente dallo stesso Pio IX, si era sciolta nel 1862. Il libro del Vitali è utile anche per uno studio del carattere e delle finalità di questa società milanese, che si differenzia dalle altre nate in Toscana e a Napoli.3) Importante è pure l'esame degli articoli del Conciliatore, il giornale della società, che uscì per pochi mesi dal 1860 al '61, anno in cui cessò le pubblicazioni per un atto di sottomissione alla condanna papale (con grave sacrificio, perchè il clero liberale lombardo sentiva fortemente la necessità di un giornale religioso con cui combattere e difendere la propria causa). Nel 1863 sorse il Carroccio, giornale politico quotidiano, che raccolse tra i suoi collaboratori i vari ecclesiastici che erano rimasti senza il loro organo.
Un movimento piuttosto esteso di clero nazionale vi era anche nel Veneto: la risoluzione della questione romana vi era considerata unitamente a quella della liberazione dall'Austria; anche per questo clero, come per quello lombardo, il sentimento nazionale era vivissimo come era vivissima l'aspirazione a basare sui nuovi principi di libertà i rapporti tra Chiesa e Stato. Questione particolarmente sentita in questa regione per le conseguenze cui portava il sistema concordatario vigente dal '55.4) Nel 1862 era uscito un opuscolo dell'Abate Angelo Volpe, La questione romana e il clero veneto, che aveva suscitato le proteste dell'Università di Padova e si era attirato i fulmini del vescovo. 5) Anche nel Veneto vi erano spesso dissidi tra i vescovi e il clero liberale.6)
Ho già accennato alle spiccate tendenze riformistiche del movimento toscano, che ha avuto proporzioni abbastanza vaste. H gruppo era stretto
1) ANTONIO SALVONI, Appello al clero italiano del P. Antonio Salvoni, Vicario foraneo dì Gottardo, Brescia, 1860; Discorso sulle vittime della rivoluzione di Brescia nel giorno del solenne trasporto delle loro ossa al cimitero pubblico, Brescia, 1861.
2) Tra le sue numerose pubblicazioni, v. le seguenti, riguardanti più da vicino il perìodo e i motivi studiati in questo lavoro: PIETRO EMILIO TESOMI, La Santa Sede e la Corte Romana. Discorso letto all'Ateneo di Brescia, il 2 marzo 1862, dal Presidente,,., Brescia, 1862; Quando sia infattibile il Papa e dell indirizzo fatto a Pio IX dai Vescovi raccolti a Roma nel giugno 1862, Discorso letto all'Ateneo di Brescia, il 22 giugno 1862..., Brescia, 1862; Dichiarazioni sopra la dichiarazione del clero gallicano del 1862 intorno alla podestà della Chiesa, lette nell'Ateneo di Brescia..., Brescia, 1864 (In questo opuscolo il Tiboni chiede la secolarizzazione della Bibbia e si mostra contrarlo all'infallibili Là papale).
3) [Lerci VITAM], op. cit., pp. 57-64.
*) Manifestazione dei sentimenti aniiaustriaci del clero è anche l'opuscolo di GIUSEPPE RANDELLI, Sullo sventure di Mantova, Verona e Venezia sotto il giogo dell'Austria. Lamentazioni del sacerdote Giuseppe Randelli, Priore di Gotto, con un sospiro per la Sicilia, Milano, 1860. Tra le pubblicazioni di sacerdoti veneti v.: GABBIANO DE Coti, Un ultimo avviso alla Corte romana, op. cit.. Sul clero veneto v.: L. BniGUCLio, Lo spirito religioso nel Veneto durante la terza dominazione austriaca- {Fortuna di Ernesto Renan), in Rassegna storica del Risorgimento, 1955, anno XLH, foto. I, pp. 22-57.
5) /{ Mediatore, 1868, anno IT, som. I, pp. 26-80.
6) 11 Mediatore, 1864, anno III, seni. I, pp. 245, vi è un articolo che tratta:Del dispotismo episcopale ossia Mons. Vescovo di Padova e il suo clero.