Rassegna storica del Risorgimento
1860-1870 ; CLERO
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Maiia Luisa Trebiliani
anche l'influsso della cultura toscana su alcuni esuli, quali il Reali ed il Bobone. *)
Per quanto riguarda le Romagne c'è lo studio, che ho già citato, del Berselli, il quale ha messo in risalto la poca entità numerica del gruppo conciliato-lista in questa regione, dominata completamente dal clero legittimista, e ne ha fatto conoscere le posizioni teoriche che vanno dal piano della più pura ortodossia a quello della riforma della Chiesa, come è nelle aspirazioni di don Giacomo Cassani, una delle figure più interessanti di questo movimento, che proponeva una nuova costituzione della Chiesa, tendente a moderare l'autorità suprema del Pontefice.2) Interessante è anche un nuovo tentativo, finora ignorato, di dar vita ad una organizzazione su base nazionale del clero liberale: nel 1861 don Sciocchi Angelini costituiva VAssociazione iVEcclesiastici liberali, che però non diede alcun risultato concreto.
Pochissimo sviluppo sembra che abbia avuto questo movimento anche nelle Marche, almeno stando a quanto dice il canonico Paolo Spinucci, vicario vescovile di Pesaro, in un suo opuscolo contro il potere temporale dei papi. 3)
Nell'Umbria pure non mancano sacerdoti che avevano abbracciato le idee nuove, come Raffaele Marchesi e Adamo Rossi, che però, già ardenti liberali nel '48'49, ora vivono più che altro nell'ombra e non hanno pubblicazioni particolarmente notevoli sulle questioni politico-religiose.4)
Molto interesse presenta invece la situazione dell'exregno di Napoli, per l'atteggiamento pratico assunto da larga parte del clero minore in favore della rivoluzione (la maggior parte delle firme della petizione Passaglia fu raccolta nel meridione). Ancora poco nota e poco studiata è l'attività del gruppo di sacerdoti che dal 1860 si riuniscono nella Società emancipatrice del sacerdozio italiano. s) presieduta dal Prota Giorleo, la quale (anche se poi nel 1869, per la scomunica del card. Riario Sforza 6) e l'abbandono da parte del governo, si ridurrà a soli duecento membri circa, viventi nella più squallida miseria, per i quali il deputato Morelli alla Camera chiederà l'aiuto dello Stato, 7)) nei primi anni deve aver avuto un discreto numero di aderenti, e non soltanto del basso clero: vi troviamo iscritto anche il vescovo di Conversano, il quale, però, da quanto risulta da una sua lettera pubblicata sul Mediatore, nel gennaio 1863, ritirava il proprio nome dalla lista della Società, non essendo
t) Dal Mediatore si ha notizia che anche nell'Isola d'Elba vi era un cloro nazionale e ai parla di un contrasto avuto con il Vescovo a proposito di un indirizzo inviato a Re Vittorio Emanuele da quei sacerdoti (Il Mediatore, 1863, anno II, Sem. I, pp 4 e sgg.).
2) GIACOMO CASSANI, Il Papa e la pace cogli Italiani, Bologna, 1861.
3) Sulla Civiltà Cattolica, 1861, serie IV, voi. IX, pp. 203 e sgg., c'è una confutazione dell'opuscolo: Parala ai Pesaresi tulle caponi die fanno contro il dominio temporale dei Papi, del canonico PAOLO SPINUCCI, Pesaro, 1860.
*) Sia il Marchesi che il Rosai, in questo periodo, erano essenzialmente dediti ai loro studi letterari e artistici. Nel 1861 il Marchesi fu tra i firmatari della petizione Passaglia (v. ADAMO Rossi, Biografia del prof. Ah. Raffaela Marcitesi, Perugia, 1872; su di lui v. la voce di G. DEGLI Azze, in Dizionario del Risorgimento Nasionale, cit.
5} Programma e Statuto fondamentale, secondo lo nuove modifiche apportate daW Assemblea, Napoli, 1864 (Archivio di Stato di Roma, Corto Pianciani, B. 66, fase 2),
6) L'Esaminatore (1867, anno IV, n. 3, p. 35) parla di centoventi preti nuovamente sospesi e gettati sul lastrico da un rescritto del card. Riario Sforza.
7) S. JACINI, La politica ecclesiastica italiana da Villa/ranca a Porta Pia, Bari, 1938, p. 298.